26 Novembre 2004

Zucchero e ricorsi, la battaglia di via Roccaraso




Avvocati e casalinghe, architetti esperti di urbanistica e istruttori di ginnastica. Professionisti e studenti, militanti e indifferenti della politica. In sei lunghi anni, la battaglia contro le costruzioni di via Roccaraso a Roma nord li ha uniti, rivitalizzando umori che sembravano spenti. La difesa del bene comune, la fiducia nella legge, la speranza di incidere sulla porzione di città in cui si vive conservando i margini della propria autonomia. Ora che una sentenza del Consiglio di Stato dà loro ragione, l?energia si è condensata e la sensazione è che la battaglia debba proseguire: «Avevamo ragione noi e torto quegli uffici dell?amministrazione che fissavano “limiti di edificazione“. In questa zona le costruzioni non hanno avuto limite e ora il Consiglio di stato riconosce che questa è una «terra bianca» di cui l?amministrazione deve occuparsi. «Si abbattano le palazzine e si costruiscano servizi», dice Alessandro Tappa, presidente dell?Associazione Cortina Verde, tra i vincitori del ricorso contro la Società Immobiliare edilizia Nuova Foligno.
Il bene comune, qui sullo sfondo dell?Insugherata, ormai visibile (e vivibile) solo in rari scorci, più che il verde sono le regole. Attraverso il diaframma delle nuove edificazioni il panorama del parco si è progressivamente ridotto. L?associazione «Cortina verde» è nata nel 1988, esattamente dieci anni prima della battaglia di via Roccaraso (iniziata appunto nel ?98). Tappa ricorda una delle spinte: «Eravamo un gruppo di amici e andavamo a giocare in un campetto qui vicino. Un pomeriggio ci trovammo le ruspe. Così, all?improvviso».
Allora presero a difendersi. Organizzando manifestazioni contro il traffico. E scoprirono l?impegno: «In una zona tradizionalmente avara quanto a impegno sociale. Senza punti di vera aggregazione: ci vedevamo ogni volta in una casa diversa. Un vecchio architetto si offerse di spiegarci cos?è la pianificazione urbanistica», spiega il preidente di Cortina Verde.
Cominciarono a presentare ricorsi contro le nuove continue edificazioni. «Via Misurina, via della Mendola, via Roccaraso, ora sono tutte strade circondate da palazzine» dice Tappa. Senza amarezza però. Come uno che si è anche divertito: «Una notte, agli inizi delle nostre battaglie, andammo a mettere lo zucchero nel serbatoio di una ruspa» racconta, ora che una sentenza si è abbattuta sui costruttori di via Roccaraso, ipotecando il futuro di due palazzine pronte per essere vendute.
La prima concessione per l?edificazione è del ?98, rilasciata dal IX dipartimento. L?associazione, il Codacons e un gruppo di cittadini della zona ricorrono contro la nuova costruzione. Nel ?99 il Comune revoca la licenza: i costruttori ricorrono al Tar. Nel 2000, associazione e cittadini propongono al Comune un progetto per la costruzione di servizi. Il Campidoglio accetta. Nel 2002 il progetto è inserito in bilancio e contemporaneamente l?amministrazione contatta i costruttori per proporre una soluzione alternativa. Non va. Si arriva al 2003. Il Tar stabilisce la possibilità di costruire entro alcuni limiti (da un indice minimo di 0,80 a un massimo di 1,19 metri cubi per metro quadro): «A febbraio, pochi giorni prima dell?adozione del nuovo piano regolatore, che non prevede l?edificazione in zona, l?assessorato ai Lavori pubblici rilascia una nuova concessione. A un indice di 1,19 metri cubi» ricorda Tappa. I cittadini fanno ricorso. Il 16 novembre 2004 il Consiglio di Stato emette la sentenza. Quella del Tar è annullata. Il terreno su via Roccaraso è sottoposto alla disciplina delle «zone bianche» prive di destinazione urbanistica sulle quali spetta all?amministrazione decidere. «L?unione in questo caso ha fatto la forza, ma dobbiamo ringraziare anche gli avvocati, Francesco Carderelli e Patricia Moschese, che ci hanno creduto» dice ancora Tappa.
Dopo sei anni e spese legali per circa diecimila euro, finalmente il traguardo. Anzi no. «Per una volta in questa zona, chiediamo che si ripari al danno fatto e che gli abitanti di via Cortina d?Ampezzo vengano risarciti». Niente palazzine. Verde. Regole.


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