23 Novembre 2004

Business delle multe, dodici indagati

Business delle multe, dodici indagati


La procura mette sotto inchiesta per falso ideologico un gruppo di ausiliari del traffico




Multe fotocopia, per infrazioni fantasma e ad automobilisti che non hanno mai messo piede a Roma. Dopo aver ricevuto centinaia di esposti da parte di automobilisti arrabbiati, il pm Giuseppe Corasaniti ha scelto i casi più eclatanti e ha iscritto dodici ausiliari del traffico della Sita nel registro degli indagati. Falso ideologico è il reato contestato ai «vigilini», che nei prossimi giorni saranno interrogati per spiegare l?origine degli strani verbali. Nel campionario della procura c?è la macchina di un avvocato che avrebbe percorso una corsia preferenziale senza conducente («Come se potesse guidarsi da sola», osserva il legale, che ha presentato un esposto contro il Comune dopo aver ricevuto circa 700 euro di contravvenzioni); c?è un automobilista che, in base alle due multe che gli sono state notificate, avrebbe dovuto trovarsi in posti diversi nello stesso momento; ci sono verbali a vigili urbani e carabinieri di altre città; c?è un motorino da anni chiuso in garage perchè la proprietaria è disabile. Soltanto alcuni degli «errori» contestati ai «vigilini» sono già chiari: un «5» diventato «S»; la sigla «CD» di una vettura diplomatica trasformata nelle lettere di una targa «normale».
Il sostituto ha chiesto all?Ufficio contravvenzioni del Comune l?elenco delle multe elevate dagli ausiliari della Sita nel 2003 e nel 2004 e annullate dal prefetto o dal giudice di pace. L?obiettivo è verificare se le firme in calce ai verbali siano sempre le stesse, cioè se ci sia un legame stabile fra un limitato ma alacre gruppo di «vigilini» e le multe più insolite.
L?inchiesta però potrebbe non fermarsi agli ausiliari. La procura ha acquisito nella sede dell?assessorato alla Mobilità i documenti sull?attività della Sita e sui suoi rapporti con il Comune, che versa alla società un compenso di 25 euro per ogni notifica andata a buon fine. Anche se, per i verbali annullati, il Campidoglio non incassa i soldi delle contravvenzioni.
«È chiaro che le indagini devono puntare più in alto», sottolinea Gabriele Di Bella, segretario del Siulpm, il sindacato dei vigili urbani. «Per legge, gli ausiliari devono essere coordinati dalla polizia municipale. In certe strade, come viale Libia, un automobilista può essere multato per la stessa infrazione da noi, dall?Atac, da Trambus, dalla Sita e dagli Operatori comunali della mobilità. Poi ogni verbale segue la sua strada, perchè non esiste nemmeno il registro unico delle contravvenzioni. Come mai? Chi permette questa anarchia? Come è possibile che le circolari ministeriali siano ignorate?».
«È una vergogna, un carrozzone che non porta un euro nelle casse del Comune», si indigna il presidente dell?Adusbef Elio Lannutti, che con Intesaconsumatori attende di incontrare il prefetto Achille Serra per chiedere l?annullamento delle 40 mila contravvenzioni elevate dalla Sita a settembre e ottobre. Ironico, il presidente della Federazione romana di An, Vincenzo Piso: «Sembra di essere sul set di una commedia all?italiana, “Della città più pazza del mondo“. Al di là della nota cinefilia del sindaco Walter Veltroni, da questa vicenda l?amministrazione capitolina esce a pezzi».

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