21 Novembre 2004

Prezzi caldi, polemica rovente


CAROVITA I prodotti dal campo al mercato all`ingrosso, dal dettaglio alla borsa della spesa sempre meno pesante
Gli agricoltori invocano maggiori controlli per reprimere comportamenti speculativi I commercianti di piazza Cavour replicano: «Ricarichi minimi per arginare il calo dei consumi»


Il Codacons, l`associazione dei consumatori, annuncia raffica di esposti sui prezzi gonfiati. Ma dai banchi di Piazza Cavour si replica che i prezzi sono in calo rispetto ad un anno fa anche se resta consistente il divario, almeno per alcuni prodotti (bietole, cavolfiori, peperoni, pomodori a grappolo) tra i listini all`ingrosso e quelli al consumatore. Gli agricoltori lamentano una bassa remunerazione del loro lavoro e chiedono che sui prodotti esposti i consumatori trovino un doppio prezzo: quello alla fonte assieme a quello finale. Ma i commercianti al minuto, ultimo anello della catena della distribuzione, non ci stanno ad essere additati come “speculatori“.
Certo è che anche la piazza del mercato, il luogo per eccellenza della spesa dei generi ortofrutticoli, ha avvertito l`esigenza di contrastare il calo progressivo dei consumi mettendo in pista anche “banchi-discount“ e “mono-price“ con seconde scelte a prezzi scontati.
Speculatori? I commercianti della piazza respingono l`accusa. «Stiamo molto attenti al ricarico dei prezzi, al punto che su molti generi non ci stiamo più dentro con le spese – sostiene Massimiliano Lucchi, dirigente di Confercenti, storico rappresentante degli ambulanti di Piazza Cavour -. Chi ci accusa di rincari ingiustificati si metta in commercio al nostro posto, è ormai facilissimo acquistare un banco, ce ne sono decine in vendita e ne mancano rispetto ad un anno fa già 20-25. Un fenomeno che dimostra il malessere profondo che del resto tutto il commercio nel centro cittadino palesa chiaramente. Anche in Via del Prione ormai ci sono tanti fondi sfitti – sottolinea Lucchi -. Una volta chi aveva un banco in piazza impegnava tutta la famiglia nella sua conduzione. Oggi bastano e avanzano marito e moglie. I figli devono trovarsi un lavoro. Mi creda, la piazza non premia più, c`è gente che fa i salti mortali per arrivare alla fine del mese».
Corrado Ceccaroni prova a ricostruire la dinamica dei prezzi: «Oggi un chilo di patate costa al minuto, più o meno, 80 centesimi al chilo. Le stesse patate sono pagate al contadino 25 cent, poi bisogna aggiungere 15 centesimi per il trasporto e 10 cent per il grossista. A noi dettaglianti restano 30 centesimi. Tale somma corrisponde ad un ricarico di circa il 40 per cento sul quale incidono: scarto, borsina di plastica, sconto quantità, senza parlare delle spese generali. Accusarci di ricarichi illeciti e speculazione mi pare assolutamente gratuito e ingiustificato».
«Su certi prodotti lo scarto è del 10 per cento, il peso della tara non è mai reale, tutto è ormai in confezioni piccole per favorire la grande distribuzione che vuole il prodotto pronto da mettere sui banchi – rincara Giovanni Iadarola presidente della Comissione area mercatale – e così all`origine i costi salgono. Noi del resto difficilmente sappiamo a quanto un prodotto sia pagato agli agricoltori dai grossisti che per molte merci acquistano “a campo“ e pagano in anticipo. Quel che è certo è che la piazza è in difficoltà, l`80 per cento dei banchi sono in vendita, la clientela si vede nelle prime due settimane del mese poi tutti restano a secco, il nostro è ormai un mestiere senza futuro, i nuovi venditori saranno tra dieci anni tutti cinesi, gente che si accontenta di poco ma che compra i banchi in contanti per 20 mila euro, e pensare che dieci anni fa valevano anche cinque volte tanto».






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