BANCHE: ANATOCISMO;ABI REAGISCE,RICORSI A CONSULTA E UE
-
fonte:
- Ansa
SELLA,NESSUNA SOMMA DOVUTA;ADUSBEF,MOSSA DETTATA DA DISPERAZIONE
(ANSA) – ROMA, 17 nov – Banche al contrattacco sull`anatocismo. Finiti nuovamente nel mirino dei risparmiatori, questa volta per gli interessi passivi riscossi non solo sul capitale dato in prestito, ma anche sugli altri interessi maturati, gli istituti di credito promettono battaglia legale. Il presidente dell`Associazione bancaria italiana, Maurizio Sella, ha annunciato che le banche ricorreranno alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia europea contro la pronuncia della Corte di Cassazione che rischia di aprire la strada ad una valanga di cause legali da parte di correntisti. Una decisione, quella dell`Abi, che non arriva certa inattesa, se si considera che i rimborsi chiesti dall`Adusbef nei confronti delle banche sono lievitati fino a 63 miliardi di euro. Ma per l`Adusbef i ricorsi “sono dettati dalla disperazione“ e rischiano di “suggellare“ la sconfitta delle banche a livello europeo. L`Abi, dunque, già in guerra con i risparmiatori sui fronti dei bond Cirio, Parmalat e della Repubblica argentina, torna a dare battaglia. “E` intenzione del sistema bancario – ha spiegato Sella – esperire ogni tutela dei propri diritti anche attraverso il ricorso alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia europea. Siamo convinti – ha aggiunto – di avere ragione e che le banche nulla debbono“. Secondo Sella, la pronuncia della suprema corte desta “sorpresa e incertezza perché il riconoscimento di un proprio errore da parte della Corte di Cassazione, che si vuole retroattivo, priva anche per il futuro gli operatori economici dell` affidabilità del quadro di regole in cui agiscono“. Sella va oltre e spiega che la sentenza, più che danneggiare l`immagine delle banche, danneggia l`immagine dell`economia italiana“. I contratti delle banche, quindi “sono stati improntati alla massima buona fede perché fondati sulla consapevolezza della legittimità delle clausole anatocistiche“. Le cifre ipotizzate a proposito dei rimborsi dovuti dalle banche sono – conclude Sella – “cifre enormemente alte e sbagliate“. Dura la replica dei consumatori. Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef, promette che “non sarà questo annuncio di ricorso a bloccare le legittime richieste di risarcimento“, e ricorda gli “oltre 500.000 moduli scaricati dai correntisti, i quali, grazie alle battaglie di Adusbef nei Tribunali, si stanno ribellando a mezzo secolo di vessazioni“. Secondo Lannutti “il signor Sella e l` Abi annunciano ricorsi forse dettati dalla disperazione (che non serviranno neppure a far guadagnare tempo alle banche perché non potranno riuscire a bloccare le sentenze di restituzione degli interessi illegali dei Tribunali), cercano di suggellare la sconfitta in Europa, dove in nessun Paese esistono pratiche così chiaramente vessatorie derivanti da usi ed abusi bancari illegalmente perpetrati, con il consenso-assenzo della Banca d` Italia, grande madre protettrice di un sistema bancario che continua anche dopo le batoste giudiziarie inappellabili a dimostrare la loro arroganza“. Sulla stessa linea il Codacons, che ricorda a Sella che “non esiste nessun altro Tribunale che può dare ragione alle banche sulla questione dell` anatocismo“. “Il signor Maurizio Sella – si legge in una nota del presidente del Codacons Carlo Rienzi – dovrebbe saltare in groppa a un cavallo alato e chiedere il giudizio del Tribunale delle Anime, ma anche lì il sistema bancario sarebbe condannato per i miliardi che le banche hanno rapinato negli anni agli utenti indifesi“.(ANSA).
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
