9 Novembre 2004

Interessi illegittimi, la Cassazione condanna le banche

Interessi illegittimi, la Cassazione condanna le banche



L?Adusbef: da restituire 20-30 miliardi di euro. L?Abi: rispetteremo le sentenze




Vincono i consumatori perdono le banche. La Corte di Cassazione a sezioni unite, con una sentenza datata 4 novembre 2004, ha assegnato una storica vittoria ai titolari dei conti correnti: l?anatocismo, ovvero la pratica di capitalizzare gli interessi, è illegittima. Secondo l?Adusbef che da anni ha messo in piedi una battaglia legale, adesso 10 milioni di italiani potranno chiedere alle proprie banche di rifare i conti. Se le stime dell?associazione di tutela dei consumatori si riveleranno corrette, per gli istituti di credito si tratta di una vera e propria mazzata, tra i venti e i trenta miliardi di euro, fino a sessantamila miliardi di vecchio conio.
L?Abi, l?associazione bancaria italiana, «ha preso atto della sentenza» e con un comunicato di poche righe si è limitata a far sapere che «le cause già instaurate continueranno a seguire il loro iter e le banche, naturalmente, ne rispetteranno gli esiti».
La Corte di Cassazione ha messo la parola fine a una disputa tra istituti di credito e consumatori che va avanti ormai da una quindicina d`anni. Materia del contendere la pratica, vietata dal codici civile ma in uso per oltre cinquant?anni, da parte delle le banche di calcolare con due pesi e due misure gli interessi passivi dei correntisti (quelli che si pagano, ad esempio, quando il conto corrente va in rosso o su qualsiasi prestito) e quelli attivi (quelli riconosciuti ai risparmiatori sui loro conti correnti e depositi in attivo). Le scadenze sono sempre state diverse. Trimestrale nel primo caso e annuale nel secondo con un forte vantaggio da parte delle banche.
La vera novità è che la sentenza ha valore retroattivo. Bisogna ricordare infatti che dal 1999 la norma è cambiata e l?anatocismo è stato regolato prima dal Cicr e poi da una legge dello Stato. Le clausole di capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti dal correntista, hanno deciso i giudici di Roma, devono considerarsi nulle anche se contratte prima del noto orientamento giurisprudenziale che, nella primavera del 1999, ne ha negato l`uso.
Canta vittoria il presidente dell?Adusbef Elio Lannutti: «Gli istituti di credito, pur adeguando il calcolo degli interessi hanno sempre fatto orecchie da mercante sui rimborsi chiesti dai risparmiatori. Nonostante ci fossero già tre sentenze definitive, la banche esigevano una pronuncia della Cassazione a Sezioni unite nella speranza che questa ribaltasse le precedenti interpretazioni. Hanno perso. Ora dovranno pacificamente rimborsare chi per anni ha subito questa pratica». Lannutti però mette le mani avanti: «Per i Tribunali a questo punto il lavoro sarà in discesa a meno che il governo non intervenga con una sanatoria come è già successo qualche anno fa con un colpo di mano da parte del centrosinistra poi sventato dalla Corte Costituzionale». Il presidente dell?Adusbef si riferisce all?esecutivo di Massimo D?Alema che, era il 1998, varò un decreto ribattezzato proprio «Salvabanche». In sostanza sanciva l?illegittimità dell?anatocismo ma liberava le banche dal passato. La Consulta bocciò la norma dichiarandola contraria alla Costituzione italiana e le cause ripartirono. Oggi, secondo stime per difetto, ne sarebbero pronte almeno centomila.
La battaglia però non sembra finita. Ieri, un?altra associazione dei consumatori, il Codacons ha sfidato ancora una volta l?Abi promettendo un?altra causa «per associazione a delinquere finalizzata all`appropriazione indebita e all`intralcio del servizio giustizia». Il presidente Carlo Rienzi si è poi rivolto al governo «perché intervenga con urgenza con un decreto che obblighi le banche a restituire in automatico le somme che spettano agli utenti». La Margherita chiede invece alle banche di pagare senza aspettare i contenziosi.

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