9 Novembre 2004

Sirene in ritardo, scoppia la polemica

Sirene in ritardo, scoppia la polemica


Il Codacons: «In molti non le hanno sentite» E chiede l?intervento di prefetto e procuratore
Tre hanno suonato dieci minuti dopo FI: «Una pagliacciata» Mognato: «Una prova ora si migliorerà»











MARGHERA. Rischio industriale, c?è ancora molto da fare. E dopo l?esercitazione di domenica, scoppia la polemica. Il Codacons diffida il prefetto e chiede al procuratore di Venezia di intervenire per rendere avvertibili a tutti le sirene di emergenza. Forza Italia attacca e parla di una «sonora pagliacciata che ha dimostrato quanta disorganizzazione ed improvvisazione esiste nell?apparato di allertamento».
Quattro sirene su nove, quasi il 50%, domenica hanno avuto problemi. Per il Comune di Venezia invece il conto esatto deve essere di sei sirene funzionanti su nove. Tre, quelle posizionate sopra il municipio, sulla cisterna di via Paolucci e a Ca? Emiliani nella zona della Metro, hanno suonato con dieci minuti di ritardo rispetto alle altre. Sono scattate alle 13.10 mentre il bottone della prova di allertamento era stato suonato alle 13. Un?altra sirena, quella di Malcontenta, a Ca? Brentelle, è scattata invece con un ritardo di dieci secondi, a causa della differente modalità di avvio. E questo per il Comune di Venezia fa una certa differenza nel conto finale delle sirene non funzionanti. Per fortuna si è trattato di una simulazione. Se il rischio chimico fosse stato reale (basta ricordare la grande paura del 28 novembre 2003), quei minuti si sarebbero rivelati preziosissimi per salvare delle vite umane. E quindi, immancabile, arriva la polemica. «L?esercitazione d?emergenza con le sirene, la cui funzione sarebbe quella di avvisare tempestivamente i cittadini in caso di immediato pericolo – segnala il Codacons – non ha conseguito successo tra gli abitanti che si sono lamentati da più parti della città della scarsa udibilità delle sirene. Alla luce dei fatti, annunciamo una diffida al prefetto e invitiamo il procuratore di Venezia ad intervenire immediatamente». Il vicesindaco Michele Mognato ridimensiona invece la portata della polemica, difendendo la bontà della prova organizzata. «Una esercitazione serve apposta per testare il sistema di allertamento. Ci sarà ora un incontro tra l?ufficio Protezione civile e la ditta che si occupa della gestione delle sirene per capire come mai alcune sono scattate dopo. E poi i dati sulle rilevazioni dei volontari e dei questionari ci permetteranno di capire se vengono sentiti gli allarmi e in che modo, per poter intervenire per migliorare il sistema. L?esercitazione ha funzionato: tutti sapevano della prova e quindi è stato fatto un buon lavoro di informazione e le telefonate di quanti non erano al corrente sono state poche». Per Mognato la prova ha fatto capire che qualcosa non va, ora bisogna intervenire sulle situazioni di criticità. Con la collaborazione di tutte le forze dell?ordine. «Ripeteremo con periodicità la prova delle sirene e il prossimo anno organizzeremo anche una esercitazione – continua Mognato – il nostro obiettivo dichiarato è fare in modo per quanto ci è possibile, che ogni cittadino si senta tutelato». E il prosindaco Gianfranco Bettin si augura ora che il sistema di allertamento sia esteso anche a Mestre. Forza Italia parla invece di un flop. «E? stata una sonora pagliacciata – spiega il consigliere comunale Paolo Dall?Agnola – sono stati impiegati uomini e mezzi senza ottenere un risultato utile per i cittadini e il primo responsabile del flop è l?assessore Mognato: l?allertamento è una cosa troppo seria e la sua imprecisa attuazione può costare la vita delle persone».

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