Antenne, riesplode la protesta
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fonte:
- L`Unione Sarda
Il comitato Su Craminu: «Via il ripetitore dal colle»
Riprende, dopo l`ennesima promessa non mantenuta, la protesta del comitato «Su Craminu» che si batte per lo spostamento dei ripetitori telefonici fuori dal centro abitato di Dorgali. A giugno di quest`anno sarebbero dovuti iniziare i lavori di smantellamento del ripetitore Omnitel, quello che si trova in cima al colle del Carmelo, finito per ben tre volte nel mirino degli incendiari nel corso degli ultimi tre anni (attentati dai quali il comitato spontaneo anti-antenne a sempre preso le distanze, senza però mai fare passi indietro rispetto alla propria battaglia che considerano fondamentale per preservare la salute degli abitanti della zona) «ma a quattro mesi di distanza ? dicono dal comitato ? non abbiamo ancora visto operai al lavoro sul colle del Carmelo. Siamo dunque pronti a riprendere la nostra protesta». A Dorgali e Cala Gonone, dislocati tra le case, si trovano ben cinque ripetitori: la Tim già negli anni `80 aveva costruito un traliccio a qualche decina di metri dagli edifici scolastici e sempre in quelle vicinanze, ne è stato sistemato addirittura un altro, forse disattivato. A nulla sono serviti le mille firme di protesta raccolte dal comitato spontaneo Su Craminu in questi anni, la minaccia del non voto in campagna elettorale e le lettere al sindaco, al prefetto e al Codacons, l`associazione che tutela i consumatori. I ripetitori telefonici per adesso restano al loro posto. Ma gli antiantenna non sembrano disposti a disseppellire l`ascia di guerra. «La popolazione – si leggeva in uno dei manifestini di protesta di qualche anno fa ? è sottoposta ogni giorno a un tasso di inquinamento elettromagnetico tra i più alti in Sardegna». Purtroppo ad oggi, non esistono ancora ricerche scientifiche attendibili sulla nocività di queste onde «ma negli ultimi anni ? precisano quelli del comitato ? nel nostro rione ci sono state una decina di morti per tumore. Erano tutte persone non molto avanti negli anni e questo ci ha spaventato e insospettito». Pantaleo Bacchitta, proprietario di uno dei terreni in cui ci sono i ripetitori telefonici, precisa: «In risposta alle proteste degli abitanti della zona, alla scadenza dei sei anni pattuiti ho provveduto a rescindere il contratto con la compagnia telefonica, ma i legali della stessa mi hanno detto che non poteva essere sfrattata un`attività commerciale senza valide motivazioni e che avevano il diritto di rinnovare l`accordo per altri sei anni. E così è stato fatto». Poi aggiunge: «Da qualche tempo mi sono trasferito a Cala Gonone e per curiosità ho incaricato i tecnici dell`Asl di verificare quale fosse il tasso d`inquinamento elettromagnetico nella mia nuova casa, ebbene è superiore a quello del rione di Su Craminu». Infine resta da sottolineare come la costruzione di questi impianti sia sempre stata approvata, nei tempi addietro, dagli uffici tecnici del Comune e che, anche di recente, a seguito della sistemazione del Parco del Carmelo, il cui finanziamento è stato concesso anni fa dal ministero dell`Ambiente, la presenza dei tralicci non ha destato preoccupazione neanche dal punto di vista paesaggistico.
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