Il nuovo allarme per il sistema sociale umbro si chiama povertà
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fonte:
- Il Messaggero
PERUGIA – Il nuovo allarme per il sistema sociale umbro si chiama povertà. È l?indicatore che ?legge? le difficoltà delle famiglie e dei pensionati, sia in termini di capacità di spesa, che di reddito. Ma anche la difficoltà di ogni giorno, da fare la spesa a pagare le bollette. Un disagio crescente ormai esteso anche al cosiddetto ceto medio del quale oggi si fanno portavoce le associazioni dei consumatori umbre. «I bilanci delle famiglie non quadrano più – sottolinea Salvatore Lombardi di Federconsumatori – e ci sono persone che fanno fatica a mettere insieme i soldi per pagare le bollette». Alcuni segnali li ha forniti la cronaca nei giorni scorsi, con gli anziani sorpresi a rubare prodotti alimentari e nei cui confronti è scattata una diomostrazione generale di solidarietà. «Il fatto di Spoleto nasconde un problema vero – aggiunge Paolo Baronti di CittadinanzAttiva – che riguarda centinaia di persone che sono nelle stesse condizioni ma che rispettano la legalità. Sono loro che meriterebbero più attenzione, specie da parte dei rappresentanti politici locali e nazionali che hanno eletto».
Quello delle nuove povertà è un elemento oggettivo riscontrabile in vari aspetti della vita sociale. Nel 2003 per l?Istat, il fenomeno aveva un?incidenza dell?8,4% (nel 2002 era del 6,4%): oltre 26mila famiglie non in grado di sostenere una spesa per consumi di 869,50 euro (nuclei di due componenti) e per questo considerate ?relativamente povere?. L?Isae fornisce una lettura diversa del fenomeno, fissando parametri reddituali, variabili da regione a regione, che collocherebbero l?Umbria tra le regioni più virtuose. «Per l?istituto lo 0,9% della popolazione è sotto la soglia di povertà – riferisce Lombardi – meglio della Lombardia (1,2%) e ben lontano dalla Calabria (22,1%). Non confutiamo il dato ma ci sono elementi che fotografano una situazione ben diversa». Per le associazioni, il 9% delle famiglie versa in situazioni di indigenza con un ulteriore 30% a rischio povertà.
Le difficoltà si riscontrano anche nella crescita del credito al consumo la cui consistenza, da settembre 2003 a giugno 2004, è cresciuta del 14,4%, con gli acquisti a rate nei negozi (comprese le concessionarie auto) che hanno subito un?avanzata del 19,3% raggiungendo quota 339 milioni di euro. «Le persone si indebitano ormai all?americana – fa notare Carla Falcinelli del Codacons – comprando a rate e alimentando una spirale pericolosa: da risparmiatori gli umbri sono diventati indebitati». Nel mirino delle associazioni ci sono i prezzi e le tariffe ma anche una rete di servizi sociali da perfezionare. «Un anziano che percepisce mille euro di pensione non è un ?povero? – fa notare Severo Ottaviani dell?Adusbef – ma se è costretto a pagarne 600 ad una badante lo diventa». Anomalie di un sistema nel quale le tariffe di luce, gas, telefono e acqua non tengono conto della capacità reddituale degli utenti. E questo alla lunga finisce per pesare sui bilanci domestici. «Ci sono località in Umbria dove le tariffe idriche sono aumentare a causa dei bassi consumi», osserva Rodolfo La Sala di Adiconsum. «Il segnale intanto va dato a livello locale, come succede ad esempio a Foligno dove la Tarsu per le fasce deboli è stata annullata».
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