5 Novembre 2004

Caro-farmaci: Sirchia chiede un taglio ai listini



Sei farmaci dal prezzo che scotta sono nel mirino del ministro della Salute, Girolamo Sirchia. Appena sei prodotti di classe «C» (quelli pagati di tasca propria dagli italiani), ma «di largo consumo» e, anche per questo, simbolo della nuova crociata contro il caro-listini della pillola denunciato dai consumatori. Per queste sei specialità Sirchia ha chiesto all`Aifa un rapido giro di incontri con le aziende per «concordare una consistente riduzione dei prezzi».

È con questo mandato assegnato al direttore generale dell`Aifa, Nello Martini, che s`è chiuso l`incontro che si è svolto ieri al ministero della Salute. Gli incontri con le industrie (sono 6 imprese) sono previsti dalla prossima settimana. Poi si vedrà anche se è il caso – dopo il sostanziale flop incassato in primavera – di alzare il tiro verso altre medicine. Le sei al momento sotto inchiesta sono analgesici-antipiretici, ansiolitici, creme e colliri, sciroppi contro la tosse. Sono tutti prodotti dai nomi largamente noti a cominciare (limitandosi alle citazioni possibili per legge) dall`aspirina e dalla tachipirina.

Dopo le vittorie su vaccini anti influenzali e latte per i neonati, Sirchia rilancia così una nuova mini offensiva sui prezzi dei farmaci. Di quelli a carico degli assistiti. Ma è la “faccenda prezzi“ dei farmaci in genere che sta tornando alla ribalta. L`Intesaconsumatori ha chiesto ieri un «rapido allineamento alla media Ue» per eliminare differenze che nella classe «C» raggiungono anche il 300%. Non lasciamo più i prezzi ai «capricci dei produttori», ha aggiunto Roberto Polillo (Cgil): si faccia «un tavolo» per abolire i prezzi liberi nella classe «C» e per ridefinire i listini di tutti i farmaci allineandosi alla media Ue.

L`Anifa (produttori di farmaci da banco) ha invece fatto notare che i listini dei prodotti da automedicazione tra il 2003-2004 sono cresciuti in linea con il tasso d`inflazione e con valori mediamente più bassi tra tutte le specialità medicinali. Pronta anche la replica di Farmindustria alla Cgil: la media Ue è in vigore da 10 anni «ma non è stata mai portata a termine» per il mancato allineamento all`insù con il blocco di più tranche di aumenti. In ogni caso, ha aggiunto Farmindustria, «se si vuole studiare un nuovo sistema per la determinazione dei prezzi dei farmaci, siamo disposti a a dare il nostro contributo nelle opportune sedi istituzionali».

In questo dibattito un tantino confuso – la media Ue dei prezzi riguarda infatti solo la classe «A» pagata dallo Stato – non potevano mancare altri dati poco confortanti sulla gestione della spesa farmaceutica. La Sifo (farmacisti ospedalieri) ha denunciato che nel 15% delle prescrizioni di farmaci in ospedale ci possono essere «errori di gravità variabile». E che con la distribuzione diretta dei farmaci da parte del Ssn si risparmierebbe il 60% della spesa per medicine destinate a particolari patologie che richiedono un controllo ricorrente dell`assistito.


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