INFLAZIONE: NUOVA PUNTATA SCONTRO CONSUMATORI-ISTAT
-
fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 28 OTT – Dopo i dati di oggi sull`inflazione, che in base ai rilevamenti nelle città campione è rallentata al 2% annuo con un calo mensile dello 0,1%, riemerge puntuale l`offensiva delle associazioni dei consumatori verso l`Istat. L`Intesa dei consumatori commenta le cifre fornite dall`Istituto di statistica con sarcasmo: “un`inflazione così bassa in Italia sembra proprio una magia“, e “viene da chiedersi se l`Istat abbia per caso assunto il famoso mago Silvan per tirare fuori dal cilindro numeri così positivi“. L`Adiconsum, rincara la dose, mettendo l`accento sui consumi deboli: il rallentamento dell`inflazione “dipende da un drammatico calo dei consumi, derivante dalla perdita di potere d`acquisto di tutte le famiglie italiane, che vivono in una perenne situazione di insicurezza, e non da un effettivo calo di prezzi e tariffe“. Sono solo le ultime battute di uno scontro cominciato più di un anno fa, che ha visto toni ben più aspri di quelli di oggi, con l`Istat accusato di “manipolare“ a fini politici le cifre del caro-vita e addirittura costretto, nel febbraio dello scorso anno, ad ammettere un errore nel calcolo dell`indice dei prezzi al consumo. Siamo nel gennaio del 2003, a un anno dall`introduzione dell`euro e la guerra in Iraq è imminente: l`Eurispes denuncia un`inflazione per i prodotti alimentari pari a tre volte quella `ufficiale`. E confuta le cifre dell`istituto presieduto da Luigi Biggeri: l`inflazione generale supera l`8%, ben al di sopra del quasi 3% registrato dall`Istat. Che reagisce evocando una possibile denuncia. Intanto quello sull`inflazione diventa uno scontro sempre più `politico`, con l`opposizione critica nei confronti dell`Istat e il governo impegnato a difesa di Biggeri. La polemica s`infiamma a febbraio, quando il Consiglio di Stato obbliga l`Istituto di statistica ad esibire alle associazioni dei consumatori i documenti sulla misurazione dell`andamento dei prezzi. Il 18 febbraio arriva un `mea culpa` dell`Istat, che ammette: l`inflazione a gennaio non è scesa al 2,7% ma è rimasta stabile al 2,8% come a dicembre. A smascherare l`errore l`Intesa dei consumatori, che denuncia una “manipolazione“ del dato sulla spesa farmaceutica, e che chiede “le dimissioni della cupola Istat, Biggeri, Oneto, Mancini e compagnia cantando“. A settembre l`Adusbef annuncia che chiederà all`Antitrust l`apertura di una indagine sull`andamento dei prezzi. E il Codacons alza il tiro, minacciando di coinvolgere la magistratura. Il mese successivo il presidente dell`Istat, Biggeri, conferma che l`inflazione percepita dai consumatori è più alta di quella indicata dalle statistiche. Siamo agli inizi del 2004 e l`Adusbef annuncia che presenterà una diffida contro l`Istat per ottenere informazioni dettagliate sulle rilevazioni dei prezzi di alcuni prodotti. L`Istat risponde aggiornando il paniere per il calcolo dei prezzi, aggiungendo alla lista 7 nuovi prodotti e togliendone 11, una scelta ritenuta tuttavia insufficiente dai consumatori. Intanto, fra le critiche dell`opposizione, dei sindacati e delle associazioni dei consumatori, continuano le revisioni dei dati Istat, tanto da far dire al presidente dell`Eurispes Gian Maria Fara, ad aprile, che l`Istat, ormai, “gode di scarsa credibilità“. Passa l`estate, e infuria la polemica sul caro-greggio, alimentato dalle crescenti tensioni in Iraq e dalla speculazione. I dati diffusi dall`Istat sull`andamento dei prezzi della benzina nel mese di luglio – secondo l`Intesa dei consumatori – sono “falsi e funzionali al Governo“. E ai primi di ottobre sempre l`Intesa dei consumatori, sulla scia di una nuova ondata di polemiche per il calo del potere di acquisto degli italiani, dice che il lavoro dell`Istat “andrebbe migliorato“, chiamando in causa ancora una volta i vertici dell`Istituto.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Inflazione, intesa, Istat, Prezzi
