29 Ottobre 2004

Inflazione ancora giù: ora è al 2%

Inflazione ancora giù: ora è al 2%


Alimentari e farmaci frenano il caro-greggio. Il Tesoro: merito dei commercianti





ROMA – L?inflazione scende per il secondo mese consecutivo, passando a ottobre su base annua al 2% rispetto al 2,1% di settembre e tornando così ai minimi del novembre `99. Secondo i calcoli nelle 13 città campione, i cali più sensibili risultano ai capitoli dei beni alimentari, della spesa sanitaria e anche alla voce alberghi e pubblici esercizi, che compensano il caro-greggio. Su base mensile, l?indice del costo della vita mette a segno una flessione dello 0,1% che non si vedeva dal luglio del 1996. Anche se i dati devono essere certificati dall`Istat, le reazioni sono arrivate puntuali. Con governo ed esercenti pronti a riconoscere i meriti della filiera del commercio, mentre sindacati e consumatori ribadiscono l`allarme per la crisi dei consumi e i dubbi sulle rilevazioni.
A non nascondere il suo ottimismo, è stato il ministro dell?Economia Siniscalco: «Dopo l`iniziale confusione connessa al changeover lira-euro – ha sottolineato – tutti in Italia stiamo riscoprendo che a prezzi più bassi si vende di più: noi economisti la chiamiamo curva di domanda. Ci è voluto del tempo, consapevolezza, attenzione e responsabilità, ma credo che con prezzi un pò più bassi ed un potere di acquisto più alto tutti stanno meglio». Per l?Intesaconsumatori «di fronte ai dati delle città campione che vedono un`inflazione in calo al 2% a ottobre, viene da chiedersi se l`Istat abbia per caso assunto il famoso mago Silvan per tirare fuori numeri così positivi. Un`inflazione così bassa in Italia – proseguono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – sembra proprio una magia, soprattutto se si considera l`andamento della benzina, e le conseguenti ricadute sui prezzi dei beni trasportati, gli aumenti delle tariffe bancarie, la situazione delle tariffe assicurative, gli aumenti record del gasolio da riscaldamento, con conseguente aggravio di spesa per le famiglie compreso tra i 130 e i 150 euro, l`incremento delle tariffe elettriche e del gas». A rivendicare i meriti del settore è invece il presidente di Federalimentare Rossi di Montelera: «Ci aspettavamo già da tempo la flessione dell`inflazione nel mese di ottobre, per l`effetto calmieratore che da molti mesi svolgono i prodotti alimentari».
In base ai dati statistici,i pericoli per il riaccendersi dell`inflazione a causa del caro-petrolio, sembrerebbero scongiurati. E non perchè il caro-benzina e l`aumento delle tariffe della luce a partire dal primo ottobre non si facciano sentire, ma perchè sono stati più che compensati dall`andamento di tre capitoli che `pesano per circa il 35% del paniere: alimentari, servizi sanitari e alberghi, ristoranti e bar. Lo sottolineano con sorpresa gli stessi analisti, che non si aspettavano un ribasso di queste dimensioni. «La discesa di alimentari e servizi sanitari – spiega Giada Giani di Banca Intesa – è stata molto più forte delle attese. In generale, infatti, a ottobre i prezzi degli alimentari crescono: stiamo invece assistendo a un rientro del fresco dai picchi degli anni scorsi e a un calo del non fresco dovuto alla domanda debole». Per quanto riguarda l?industria turistica, secondo i dati dell?Ufficio italiano cambi, emersi anche alla Borsa per il Turismo Umbro, gli arrivi dei turisti stranieri in Italia sono calati nei primi sei mesi del 2004 ma, in compenso, le spese innescate all?«incoming», hanno superato i 13.000 milioni di euro con un aumento dell?11,6%. A influire sul risultato di ottobre è anche il calo del 2,8% dei medicinali, anche se, fa notare Donato Berardi del Ref, la flessione «incide sostanzialmente sull`indice, ma non sulle tasche degli italiani, che continuano a pagare il ticket nella stessa misura di prima». Positivo è anche il contributo dei pubblici esercizi, che dopo i forti rincari degli ultimi due anni mostrano ovunque il segno meno, e delle comunicazioni.Confesercenti e Confcommercio incassano le lodi di Siniscalco, tuttavia avvertono che l`allarme consumi è tutt`altro che cessato. Ed è proprio su questo tasto che battono i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Per Marigia Maulucci della Cgil, «una delle città campione con l`inflazione in crescita è Torino, dove il ministro dell`Economia ha firmato in pompa magna un`intesa per la riduzione dei prezzi».





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