L?inflazione innesta la retromarcia
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fonte:
- La Provincia di Como
A ottobre registrato un ribasso al 2% Il ministro: è merito dei commercianti
ROMA ? L`inflazione resta a sorpresa con la retromarcia innescata, grazie ai ribassi di alimentari e medicinali che compensano il caro-greggio. Dopo settembre, infatti, anche a ottobre il carovita registra un ribasso e, portandosi al 2%, scende ai livelli di ottobre 1999. Mentre, su base mensile, mette a segno una flessione dello 0,1% che non si vedeva dal luglio del 1996. I dati, giunti dalle città campione, devono essere certificati dall`Istat, ma i commenti delle varie parti in causa sono immediati: con governo ed esercenti pronti a riconoscere i meriti della filiera del commercio, mentre sindacati e consumatori ribadiscono l`allarme per la crisi dei consumi e i dubbi sulle rilevazioni. «Un`inflazione così bassa in Italia sembra proprio una magia», e «viene da chiedersi se l`Istat abbia per caso assunto il famoso mago Silvan per tirare fuori dal cilindro numeri così positivi». I timori per il riaccendersi dell`inflazione a causa delle impennate del petrolio, insomma, sembrano fugati. E non perché il caro-benzina e l`aumento delle tariffe della luce a partire dal primo ottobre non si facciano sentire, ma perché sono stati più che compensati dall`andamento di tre capitoli che pesano per circa il 35% del paniere: alimentari, servizi sanitari e alberghi, ristoranti e bar. A influire sul risultato di ottobre è anche il calo del 2,8% dei medicinali, registrato a livello centrale direttamente dall`Istat. Infatti, il peso di questa voce sul totale è pari circa al 2,9% della spesa degli italiani. E? ai commercianti che secondo il ministro dell`Economia Domenico Siniscalco deve andare il merito per il raffreddamento dei prezzi: a giudizio del responsabile di via XX Settembre, infatti, il calo «è dovuto al comportamento virtuoso della filiera del commercio e dei commercianti in particolare, rafforza il potere di acquisto e si associa ad un periodo in cui i consumi sono in ripresa e non in flessione e gli indicatori di fiducia sono in salita». Confesercenti e Confcommercio incassano le lodi di Siniscalco, tuttavia avvertono che l`allarme consumi è tutt`altro che cessato. Ed è proprio su questo tasto che battono i sindacati. Cgil, Cisl e Uil (insieme all`Adiconsum) parlano di un vero e proprio «crollo della domanda», che quindi porta a una flessione dei prezzi.
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