29 Ottobre 2004

Rallenta la corsa dei prezzi. In calo alimentari e farmaci




L`inflazione scende ancora. Secondo i dati provenienti dalle 13 città campione, il tasso annuo di crescita dei prezzi è calato al 2% dal 2,di settembre, tornando ai livelli dell`ottobre `99. È il secondo passo indietro consecutivo: a settembre il caro-prezzi era scivolato dal 2,3% al 2,1%. Non solo. A ottobre, rispetto al mese di settembre, i prezzi sono addirittura scesi: -0,1%.
Oggi ci sarà una prima verifica del dato: l`Istat fornirà infatti la stima provvisoria sull`andamento dei prezzi, il 15 novembre quella definitiva. Un andamento che dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi: l`inflazione, secondo l`Isae, dovrebbe stabilizzarsi intorno a un tasso del 2% anche negli ultimi mesi del 2004. Quanto ai settori, alimentari e farmaci hanno contrastato l`effetto del caro-petrolio.
Il «sismografo» delle città campione, dunque, registra un dato importante: si è esaurito l`effetto «propulsivo» sui prezzi, in qualche modo legato all`introduzione dell`euro. Un punto sul quale ha insistito anche il ministro dell`Economia, Domenico Siniscalco: «Dopo l`iniziale confusione connessa al changeover lira-euro – ha detto -, tutti in Italia stiamo riscoprendo che a prezzi più bassi si vende di più». Un effetto che si è fatto sentire ancora l`anno scorso, quando il carovita toccava picchi del 2,8%. Un rallentamento che il governo vede come il risultato «del comportamento virtuoso della filiera del commercio». Che sia finito “l`effetto euro“, è la tesi anche della Confcommercio: i dati confermano che si è ormai nella «fase di normalizzazione dei prezzi». Ma attenzione, avverte il presidente dell`Isae Alberto Maiocchi: è vero che le misure di contenimento dei prezzi stanno funzionando, ma bisogna mettere «in campo politiche che riducano strutturalmente i prezzi». Il pericolo è che venute meno queste misure, si abbia sui prezzi «un effetto rimbalzo nel futuro».
Tutti d`accordo dunque? In realtà è diversa la chiave di lettura di consumatori e s indacati. L`inflazione frena perché il potere di acquisto delle famiglie si è eroso. Si consuma sempre di meno. Parla di «un drammatico calo dei consumi» Paolo Landi, segretario generale dell`Adiconsum; insiste sulla «crisi delle famiglie e dei ceti più deboli» Paolo Pirani, segretario confederale della Uil; punta il dito sul «crollo dei consumi» il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini. Per contrastare la crisi – dicono i sindacati – si deve intervenire a sostegno del potere d`acquisto di retribuzioni e pensioni». Lo sottolinea anche l`Isae: «L`Italia non ha uno strumento generalizzato di sostegno al reddito per i cittadini».
Infine il (solito) capitolo sulla validità dei dati. «Un`inflazione così bassa sembra una magia – attacca l`Intesaconsumatori – se si considera l`andamento dei prezzi della benzina, gli aumenti delle tariffe bancarie, la situazione delle tariffe assicurative, gli aumenti record del gasolio da riscaldamento, l`incremento delle tariffe elettriche e del gas».

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