Verde e gasolio, è corsa agli aumenti
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fonte:
- Corriere Adriatico
Benzina e nafta, in vecchia valuta, si pagano 2.300 e 2.000 lire il litro
ROMA – Proseguono senza sosta i rincari dei carburanti sulle strade italiane. Una raffica di aumenti che, ragionando in vecchie lire, stanno portando la verde dritta verso quota 2.300 e il gasolio a un passo da soglia 2.000.
Prezzi che non convincono le associazioni dei consumatori, pronte a mettere sul banco degli imputati le compagnie petrolifere accusandole di speculazione, soprattutto per la corsa del gasolio. Ma i petrolieri ribattono: è una questione di domanda forte dovuta alla stagionalità. Dall?Ue, intanto, arriva la doccia fredda sull`eventuale riduzione delle accise: ?non c`è accordo?, fa infatti sapere Romano Prodi.
Il nuovo record della benzina che, stando al monitoraggio giornaliero del ministero delle Attività produttive, è stato messo a segno oggi dalla Q8, è pari a 1,185 euro al litro (pari a 2.294 vecchie lire). Vale a dire che per un pieno di un?auto di media cilindrata si spendono oggi poco meno di 60 euro, contro i circa 52 necessari all?inizio dell?anno, quando la verde viaggiava intorno a 1,050 euro.
Ma ancora più sostenuto è l?andamento del gasolio che oggi, sempre presso i distributori Q8, ha toccato il nuovo record a 1,017 euro (circa 1.970 vecchie lire). Ed è proprio questo dato che mette in allarme i consumatori, convinti che dietro rincari così forti ci sia la speculazione delle compagnie petrolifere. A giudizio dell?Intesaconsumatori, infatti, le compagnie ?stanno approfittando del cambiamento del parco circolante da benzina a diesel per aumentare ultimamente soprattutto il prezzo del gasolio?.
La prova della speculazione, spiega Elio Lannutti dell?Adusbef, sta nei numeri, dal momento che ?in percentuale il prezzo del gasolio è aumentato più di quello della benzina?. Dall?inizio dell?anno, in effetti, a fronte di un aumento della benzina del 12,8%, quello del gasolio è stato del 14,9%. Ma l?Unione petrolifera spiega che si tratta di un fenomeno dovuto alla stagionalità, dal momento che in autunno ?le quotazioni internazionali del gasolio sono abitualmente superiori a quelle della benzina?, a causa di un aumento dei consumi dovuto al riscaldamento.
Dati alla mano, poi, l`associazione delle compagnie sottolinea che ?gli aumenti intervenuti a livello internazionale negli ultimi dodici mesi sono stati solo in parte trasferiti sui prezzi industriali italiani?. Ma oltre alle compagnie, i consumatori prendono di mira anche il governo, chiamato a intervenire ?immediatamente per ridurre il peso fiscale sui carburanti?. La misura, è stato tuttavia spiegato più volte da esponenti dell?esecutivo, deve essere adottata a livello europeo e proprio da lì arriva la doccia fredda: ?Non abbiamo la possibilità di armonizzare. Non c`è accordo. E se non c`è accordo non c`è accordo…?, ha fatto sapere il presidente della Commissione Romano Prodi. Ed è l?allarme per l?offerta mondiale di petrolio a mettere le ali ai prezzi. E? bastato un blocco di un paio di giorni delle importazioni in un impianto della Louisiana per far riprendere la marcia al greggio americano, che dopo una giornata di tregua è volato in chiusura al nuovo record di 53,37 dollari al barile. Tesa anche la situazione a Londra, dove il Brent ha preso la rincorsa stabilendo negli scambi after hours un nuovo primato a 49,65 dollari al barile, a un passo dai fatidici 50 dollari. Record stracciato, infine, anche dal petrolio Opec, che ha sfondato la soglia dei 45 dollari arrivando a 45,08.
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