“Bene ha fatto il magistrato a stabilire tempi brevi per il giudizio
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- Aprile
Un processo dai grandi numeri. Questo è prima di tutto il processo che ha preso il via ad inizio settimana a Milano e che dovrà portare a fare giustizia sul caso Parmalat. Un crac da 14 miliardi di euro, con oltre 5 mila risparmiatori ieri a Milano, che hanno chiesto di costituirsi parte civile all`udienza preliminare, con 29 persone imputate di aggiotaggio, false comunicazioni dei revisori e ostacolo all`esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob, con moltissime altre richieste di costituzione a
parte civile, tra le quali quelle di Bondi, Consob e associazioni come Adusbef, Federconsumatori, Confconsumatori, Codacons, Comitato Parmalat, Italaudit (ex Grant Thornton) e con tre pubblici ministeri nominati titolari dell`inchiesta: Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino.
Nessuna richiesta di patteggiamento è stata avanzata, anche se molti imputati lo vorrebbero, per concordare una pena sotto i due anni di reclusione, mentre non chiederà il patteggiamento Calisto Tanzi.
Il 27 gennaio, Maurizio Bianchi e Lorenzo Penca, ex revisori di Grant Thornton, arrestati il 31 dicembre, saranno processati, con rito immediato.
A dimostrare l`attenzione delle istituzioni di vigilanza sul processo la presenza della Consob quale parte civile nel processo: la Consob è stata infatti considerata parte lesa dai pm milanesi che hanno istruito il
procedimento per i reati di aggiotaggio, false comunicazioni e il suo presidente, Lamberto Cardia, a margine di un convegno della Fondazione per la sussidiarietà dopo l`apertura del processo ha dichiarato “A me ha fatto un`ottima impressione che il magistrato abbia stabilito tempi brevi per
procedere: significa che con determinazione si vuole portare avanti il giudizio“.
Ed è anche la sensazione che traspare dal fitto calendario fissato dal gup: la prossima udienza sarà il 29 ottobre, le altre il 5, 16, 19, 23 e 30 novembre e il 3 dicembre.
«Entro fine dicembre», hanno dichiarato gli inquirenti, «si potrebbe anche chiudere con la decisione del gup sulla nostra richiesta di rinvio a giudizio».
Ma l`apertura del processo segna anche la riapertura delle polemiche sulla mancata riforma della vigilanza e della tutela del risparmio, stigmatizzata anche dal pm Greco, che ha proposto: «È in presenza di
fenomeni come questi che il legislatore dovrebbe pensare a una riforma, anche perché l`Italia non è posto da class action, c`è una Procura che tutela gli interessi dei risparmiatori».
Sullo stesso tema ha tenuto banco anche la polemica fra gli avvocati Deluca e Gaetano Pecorella, quest`ultimo Presidente della Commissione Giustizia della Camera e legale di una cinquantina di risparmiatori.
De Luca gli avrebbe fatto notare che «per poter ergersi a paladini dei risparmiatori occorre assumere posizioni conseguenti; chi ha derubricato delitti che vanno anche contro i risparmiatori con semplici sanzioni, dovrebbe ripensarci».
Pecorella ha risposto dichiarando che: «Questi fatti sono accaduti durante
la scorsa legislatura quando non c`era la nuova legge sul falso in bilancio.
Si tratta inoltre di una società quotata in Borsa e l`attuale legge prevede
la stessa sanzione. E poi qui si contesta il reato di aggiotaggio».
Per incastrare Al Capone, in America, dovettero ricorrere all`accusa di
frode fiscale. Sembra di rivivere la stessa storia, in un panorama di sistemi di vigilanza non coordinati fra loro, di tentativi di riordino falliti, e di una guerra che ormai nessuno ricorda più fra Fazio e Tremonti.
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