7 Ottobre 2004

Nextra offre 160 milioni alla Parmalat per chiudere la partita sul bond da 300

Nextra offre 160 milioni alla Parmalat per chiudere la partita sul bond da 300

Il commissario Bondi è favorevole. Chiesto il via libera al ministero delle Attività produttive




Milano. Un`offerta da 160 milioni di euro ha tenuto banco, ieri, sul caso Parmalat. E` quella formalizzata da Nextra (fondo d`investimento del gruppo Banca Intesa) che ha proposto appunto 160 milioni di euro al colosso di Parma per chiudere la partita sul bond da 300 milioni sottoscritto a suo tempo.
L`ipotesi di accordo tra Nextra e il commissario Parmalat, Enrico Bondi, prevede l`esclusione di ogni azione revocatoria. Lo si legge in un comunicato congiunto tra la società di asset management del gruppo Intesa e lo stesso commissario. «Con il versamento della somma di 160 milioni – si legge – si intenderà rinunciata, nei confronti di Nextra e di ogni altro soggetto facente parte di Nextra e o del gruppo Intesa, qualsiasi azione revocatoria riferibile all`operazione di acquisto e di rivendita da parte di Nextra delle obbligazioni». Nextra ha anche specificato che «come l`investimento nel bond Parmalat Bv ha prodotto solo effetti positivi ormai acquisiti per i clienti di Nextra, così l`accordo con il commissario Bondi in nessun modo inciderà negativamente sugli interessi di Nextra». Entro quattro giorni l`ipotesi di accordo sarà presentata da Bondi, con parere favorevole, al comitato di sorveglianza e al ministro delle Attività produttive per ottenere l`autorizzazione.
Sul fronte giudiziario, il magistrato che ha stabilito tepi brevi per il processo ha suscitato reazioni generalmente favorevoli. Il presidente della Consob, Lamberto Cardia, lo ha elogiato pubblicamente: «Significa – ha detto – che con determinazione vuole portare avanti il giudizio». Il presidente ha anche aggiunto che «probabilmente i risparmiatori e i piccoli risparmiatori sono tutti danneggiati incolpevoli».
Ieri, nella vicenda, è intervenuto ancora una volta il Codacons. «Per evitare in futuro nuove truffe ai danni dei risparmiatori – ha affermato l`associazione dei consumatori – occorre che il Parlamento dia risposte concrete, come si era impegnato a dare all`inizio della vicenda del crack Parmalat. Non solo, è necessario approvare rapidamente i provvedimenti all`esame della Camera che ad avviso dei consumatori devono prevedere anche il reinserimento del reato di falso in bilancio».
Con questo strumento, sostiene il Codacons, «non sarebbe più necessario per tutti i singoli risparmiatori ricorrere dal giudice, ma semplicemente far valere i propri diritti attraverso un`azione collettiva. Oggi infatti i consumatori non hanno efficaci strumenti per difendersi dalle truffe e dai raggiri».
Con l`azione collettiva, spiega il Codacons «si viene invece a creare uno strumento deterrente contro tutte quelle imprese che non operano correttamente sul mercato e che fanno delle furbizie, raggiri, truffe il proprio business».


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