Trentadue imputati per il crac Parmalat
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fonte:
- Giornale di Brescia
Alla prima udienza preliminare, però, erano tutti assenti. Nessuna nuova richiesta di patteggiamento
Sono oltre 5mila i risparmiatori che ieri a Milano hanno chiesto di costituirsi parte civile al via dell?udienza preliminare sul crac Parmalat. Una maxi udienza nella quale sono imputate di aggiotaggio, false comunicazioni dei revisori e ostacolo all?esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob 32 persone: tra queste Calisto Tanzi, l?ex patron del gruppo di Collecchio, gli ex direttori finanziari, le due società di revisione Grant Thornton e Deloitte&Touche, e la filiale italiana di Bank of America. Quella di oltre 5mila risparmiatori, però, è solo una stima per difetto rimbalzata ieri dall?Aula Magna in cui si è svolto il processo. Negli ambienti giudiziari si è parlato di una cifra di gran lunga superiore, considerando che gli avvocati di parte civile sfilati davanti al gup Cesare Tacconi sono stati un centinaio, ed alcuni rappresentavano un vero e proprio esercito di risparmiatori. Come prevedibile nessun imputato era presente all?udienza, iniziata con mezz?ora di ritardo sulla tabella di marcia. E nessuna richiesta di patteggiamento è stata avanzata, anche se già si sa che molti imputati mirano ad essere giudicati con questo rito alternativo: puntano a concordare una pena al di sotto dei 2 anni ma la questione è ancora in alto mare. Non per Calisto Tanzi che, stando a uno dei suoi difensori, Giampiero Biancolella, non chiederà alcun patteggiamento. «Il cavaliere – ha detto l?avvocato – potrebbe anche venire in aula. Solo però se i medici, viste le sue condizioni di salute, daranno il via libera». Tutti lo aspettano, ma si vedrà. Certo è invece che il prossimo 27 gennaio, Maurizio Bianchi e Lorenzo Penca, i due ex revisori di Grant Thornton che vennero arrestati il 31 dicembre, saranno processati, con rito immediato dai giudici della 1ª S ezione penale del Tribunale di Milano: il giudice Tacconi ha accolto la loro richiesta e li ha mandati direttamente a giudizio in un aula che, per la prima volta nel caso Parmalat, sarà aperta al pubblico. Ieri a sostenere l?accusa c?erano i tre pm titolari dell?inchiesta, Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino. Parecchi i risparmiatori con i loro avvocati anche se sono stati meno del previsto. Tant?è che l?avv. Marco Deluca, legale di Enrico Bondi, commissario di Parmalat, ha commentato: «Con queste dimensioni il processo può andare avanti in modo spedito». Ed è quel che lascia pensare anche il fitto calendario fissato dal gup: la prossima udienza si terrà il 29 ottobre, e le altre il 5, 16, 19, 23 e 30 novembre e infine il 3 dicembre. Dunque il giudice Tacconi si è preso poco più di tre settimane per esaminare tutte le richieste di parte civile, tra le quali quelle di Bondi, della Consob e delle varie associazioni come Adusbef, Federconsumatori, Confconsumatori, Codacons, del Comitato Parmalat, dei nuovi responsabili di Italaudit (ex Grant Thornton) e altri. Forse anche la casa madre di Bank of America, che ha fatto sapere che sta valutando se costituirsi parte civile. Soddisfazione anche tra gli inquirenti per come si è svolta l?udienza preliminare. «Entro la fine di dicembre – hanno affermato – si potrebbe anche chiudere con la decisione del gup sulla nostra richiesta di rinvio a giudizio». Riguardo al sistema di costituzione di parte civile, dopo la processione di oggi degli avvocati, il pm Francesco Greco ha lanciato una proposta: «È in presenza di fenomeni come questi che il legislatore dovrebbe pensare ad una riforma, anche perchè l?Italia non è posto da class action, c?è una Procura che tutela gli interessi dei risparmiatori». In pratica ciò significa semplificare e snellire le procedure e, quindi, risolvere anche problemi economici e i costi legali che non tutti possono permettersi.
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