Su prezzi e tariffe resta l?alta tensione
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fonte:
- Il Messaggero
PERUGIA – Nonostante le iniziative contro il caro vita, su prezzi e tariffe resta l?alta tensione. Dopo l?intesa governo-grande distribuzione e ?spesa amica?, ecco il terzo fronte nella lotta agli aumenti. Sono le associazioni Adusbef, Adiconsum, Codacons e Federconsumatori a sostenerlo chiedendo ribassi del 20% sui prezzi, ma anche su quelle voci di spesa, dalle tariffe di artigiani e professionisti ai costi bancari e dei servizi pubblici locali, che sostengono le uscite dei bilanci domestici degli umbri. «Il blocco è superato – attacca Salvatore Lombardi di Federconsumatori – ed oggi in Umbria si possono operare riduzioni del 15-20%». Non ci sono solo i negozi dunque nel mirino dei consumatori che puntano a coinvolgere tutti i soggetti (comprese le istituzioni) che possono condizionare l`andamento del costo della vita. Una prima risposta è arrivata da Coldiretti con le vendite dirette, mentre il Codacons promuoverà i ?gruppi di acquisto?.
La questione cruciale resta il possibile intervento sui prezzi al consumo, con le associazioni che chiedono un intervento regionale per abbassare i listini di 60 prodotti di prima necessità del 15-20%. «Alcune catene già lo fanno – aggiunge Lombardi – ma va fatto in modo organico». L?obiettivo tuttavia è portare intorno allo stesso tavolo (in Consulta regionale?) gli ?attori? principali: commercianti e associazioni professionali, ma anche produttori, grossisti e industriali. Tra le ipotesi allo studio, c?è anche quella di proporre a Perugia ed a Terni, gli accordi di Torino e Palermo (sconti in cambio di tagli delle tariffe locali ai commercianti). «Il blocco è un eufemismo – fa notare Severo Ottaviani dell?Adusbef -, limita la concorrenza ed aumenta i costi». «In Umbria – aggiunge Lombardi – ci sono le capacità per un accordo che ridia fiato alla spesa, ai consumi ed ai cittadini».
Intanto, i conti in tasca ai cittadini continuano a non tornare e con la Finanziaria 2005 il Codacons calcola una spesa aggiuntiva di 500 euro in un anno. «Lo stesso accordo con la grande distribuzione – avverte la presidente regionale Carla Falcinelli – ha l?effetto di produrre rincari consistenti dopo il primo gennaio. L?importante è confrontarsi e raggiungere l?obiettivo comune di andare incontro alle esigenze delle famiglie. Benvengano i tavoli di concertazione, ma servono iniziative forti. Tra queste, i gruppi di acquisto, con i condomini, ad esempio, che fanno spesa insieme accedendo a condizioni di acquisto favorevoli». All?orizzonte ci sono anche le vendite dirette dei prodotti agroalimentari proposte da Coldiretti. «Il sistema risponde alle esigenze di profitto dei produttori – spiega Stefano Pignani, responsabile organizzativo – ma, accorciando la filiera, riduce i costi dei consumatori. Non solo mercatini e vendite in azienda, ma anche forme più evolute promosse a livello regionale». Sul caro-tariffe degli artigiani, Cna e Confartigianato si sono detti disponibili a confrontarsi con le associazioni per «limitare anomalie ed abusi nel mercato, contro gli utenti ma anche contro la maggioranza delle imprese che agisce correttamente». Ma si aspettano segnali anche dai liberi professionisti.
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