6 Ottobre 2004

I legali: Tanzi non patteggia e la prossima volta sarà in aula




Milano Come era prevedibile, ieri nessun imputato era presente all?udienza, iniziata con mezz?ora di ritardo sulla tabella di marcia. E nessuna richiesta di patteggiamento è stata avanzata, anche se già si sa che molti imputati mirano ad essere giudicati con questo rito alternativo: puntano a concordare una pena al di sotto dei 2 anni ma la questione è ancora in alto mare. Non per Calisto Tanzi che, stando a uno dei suoi difensori, Giampiero Biancolella, non chiederà alcun patteggiamento. «Il cavaliere – ha detto l?avvocato – potrebbe anche venire in aula. Solo però se i medici, viste le sue condizioni di salute, daranno il via libera». Tutti lo aspettano, ma si vedrà. Certo è invece che il prossimo 27 gennaio, Maurizio Bianchi e Lorenzo Penca, i due ex revisori di Grant Thornton che vennero arrestati il 31 dicembre, saranno processati, con rito immediato dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano: il giudice Tacconi ha accolto la loro richiesta e li ha mandati direttamente a giudizio in un aula che, per la prima volta nel caso Parmalat, sarà aperta al pubblico.
Ieri a sostenere l?accusa c?erano i tre pm titolari dell? inchiesta, Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino. Parecchi i risparmiatori con i loro avvocati. L?avvocato Marco Deluca, legale di Enrico Bondi, commissario di Parmalat, ha commentato: «Il processo può andare avanti in modo spedito». E ha sottolineato l?importanza del fatto che in 10 mesi si sia arrivati a un?udienza preliminare, «soprattutto se si pensa al passato quando ci voleva almeno qualche anno. E? un segnale di efficienza del sistema che ha una sua efficacia deterrente anche nei confronti di chi pensa che il mercato e il sistema non ha capacità di reagire». Ed è quel che lascia pensare anche il fitto calendario fissato dal gup: la prossima udienza si terrà il 29 ottobre, e le altre il 5, 16, 19, 23 e 30 novembre e infine il 3 dicembre. Dunque il giudice Tacconi si è preso poco più di tre settimane per esaminare tutte le richieste di parte civile, tra le quali quelle di Bondi, della Consob e delle varie associazioni come Adusbef, Federconsumatori, Confconsumatori, Codacons, del Comitato Parmalat, dei nuovi responsabili di Italaudit (ex Grant Thornton) e altri. Forse anche la casa madre di Bank of America, che ha fatto sapere che sta valutando se costituirsi parte civile.

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