Contro Tanzi 5.000 risparmiatori
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fonte:
- Gazzetta di Parma
MILANO – Dall`udienza preliminare per il crac Parmalat, esce molta confusione, ma anche i primi verdetti: due degli imputati, gli ex revisori Lorenzo Penca e Maurizio Bianchi saranno processati – con giudizio immediato – il 27 gennaio. Lo ha deciso il Gup Cesare Tacconi al quale nei giorni scorsi i due ex revisori avevano chiesto di essere processati saltando la fase dell`udienza preliminare. Ma ieri – nel giorno di apertura del processo per lo scandalo finanziario che ha bruciato 14 miliardi di euro – si è parlato soprattutto di parti offese. Oltre 100 sono state le costituzioni di parte civile, in nome, per ora, di circa 5.000 risparmiatori truffati, ma il numero è destinato a salire. Si sono costituiti in tanti, compresi Consob, il commissario straordinario di Parmalat, Enrico Bondi e una pletora di associazioni di consumatori. Fra queste, la Adusbef che, in rappresentanza di circa 4.000 risparmiatori, ha chiesto un risarcimento di 8 milioni di euro per il solo danno morale, Federconsumatori, Confconsumatori, Codacons, Comitato Parmalat, i nuovi responsabili di Italaudit ( ex Grant Thornton) e altri. Insomma, un gran caos. « La nostra idea – ha spiegato Alessandro Gamberini per Federconsumatori – è che attraverso questo processo i risparmiatori possano trovare qualche reale forma di risarcimento. Per questo citeremo in particolare, oltre ai 29 imputati, la Bank of America, Deloitte & Touche e Grant Thornton che sono i veri nostri interlocutori patrimoniali » . Ma non è finita qui. Per stabilire l`elenco delle parti civili l`udienza è stata rinviata il 29 ottobre. Già fissato anche il calendario: si tornerà in aula il 5, 16, 19, 23 e 30 novembre e il 3 dicembre. Il Tribunale deciderà quindi entro dicembre chi ha diritto a chiedere un risarcimento e chi, invece, deve rimanere fuori da questo processo che è solo la prima tappa di una vicenda giudiziaria che si annuncia lunga e complessa e nella quale sono destinate a salire sul banco degli imputati pure le banche. A proposito di istituti di credito, Bank of America Usa sta valutando di costituirsi parte civile all`udienza preliminare in corso a Milano per il dissesto di Parmalat. Ma Bank of America filiale italiana, imputata nel procedimento aperto ieri, potrebbe chiedere la nullità della richiesta di rinvio a giudizio, per un errore nella notifica, ha ipotizzato il legale Riccardo Olivo. Ciò potrebbe comportare uno stralcio della posizione. Vana l`attesa per la presenza delle 29 persone coinvolte nell`inchiesta milanese – fra cui Calisto Tanzi, il figlio Stefano, il fratello Giovanni e i vertici del gruppo di Collecchio – insieme alle società di revisione e alla filiale italiana di Bank of America. In aula, non si è presentato nessuno. Anche per i pm Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino, quella di ieri è stata – come ha detto Nocerino – « un`udienza di tipo buricratico » . I tre magistrati che hanno condotto le indagini, formulando per i 29 imputati, per le due società di revisione Deloitte & Touche e Grant Thornthon e per Bank of America l`ipotesi di aggiotaggio, false comunicazioni dei revisori e ostacolo all`esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob, sono però ottimisti sui tempi processuali. « Entro la fine di dicembre – hanno affermato – si potrebbe anche chiudere con la decisione del gup sulla nostra richiesta di rinvio a giudizio » . Riguardo al sistema di costituzione di parte civile, dopo la processione di oggi degli avvocati, il pm Francesco Greco ha lanciato una proposta: « E` in presenza di fenomeni come questi che il legislatore dovrebbe pensare ad una riforma, anche perchè l`Italia non è posto da class action, c`è una procura che tutela gli interessi dei risparmiatori » . In pratica ciò significa semplificare e snellire le procedure e, quindi, risolvere anche problemi economici e i costi legali che non tutti possono permettersi.
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