Parmalat, l`assedio dei risparmiatori
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fonte:
- Il Secolo XIX
Trentadue gli indagati con l`accusa di aver provocato un crac da oltre 14 miliardi. Cinquemila i “beffati“ che sperano nel risarcimento
Via al processo, subito due patteggiamenti
Milano. Aggiotaggio, falsa revisione dei bilanci e ostacolo ai controlli della Consob. Il crac Parmalat approda in tribunale con le sue cifre da paura: 14,3 miliardi di euro il buco e 135 mila i risparmiatori bidonati.
Trentadue gli indagati, tutti assenti alla prima udienza: il patron della Parmalat Calisto Tanzi, il figlio ed ex presidente del Parma Calcio Stefano, il famigerato ragionier Fausto Tonna accusato di aver costruito bilanci falsi per oltre un decennio. E poi i funzionari dell`impero di Collecchio, italiani ed esteri, le due società di revisione Grant Thornton e Deloitte & Touche, la filiale italiana della Bank of America.
Tra le parti civili cinquemila risparmiatori, dei quali molti rappresentati dalle associazioni dei consumatori, ma anche la Consob (l`organo di vigilanza sulla Borsa) e la stessa nuova Parmalat di Enrico Bondi. Il Codacons ha immediatamente protestato: i danneggiati, ha tuonato, sono i risparmiatori e non chi doveva controllare o ha emesso i bond carta straccia.
In attesa che la Procura di Parma scandagli il filone della bancarotta fraudolenta, hanno già accettato di patteggiare la pena i due revisori della Grant Thornton Lorenzo Penca e Maurizio Bianchi: il processo immediato a loro carico sarà celebrato il 29 gennaio (e pare che la Grant Thornton, invece, si costituisca anch`essa parte civile).
Il 29 ottobre il giudice Giuseppe Tacconi ascolterà invece le osservazioni dei danneggiati, visto che la seduta inaugurale si è dovuta limitare (per esigenze di tempo) alle registrazioni.
A parte la Parmalat, che ha già chiesto danni per dieci miliardi di dollari a Citigroup e Bank of America, accusando entrambi i colossi di aver ritardato e quindi aggravato il crac, non è dato sapere quanto i risparmiatori possano aspettarsi dal processo.
«La costituzione di parte civile – spiega l`avvocato Alberto La Camera, legale della risparmiatrice genovese Wilma Rebagliati – è stata fatta per non lasciare nulla di intentato. Per rafforzare l`azione dei pm (Greco, Fusco e Nocerino) e perché se gli indagati saranno condannati in sede penale risulterà più semplice, in sede civile, ottenere il risarcimento».
Non è tuttavia necessario, secondo i legali, costituirsi parte civile nel processo penale per partecipare al processo civile tout court. Ed ecco dunque che le udienze milanesi promettono di rivelarsi soprattutto simboliche, nel senso migliore del termine, per i risparmiatori. Nel mirino della Procura entreranno altre banche. E sarà interessante sapere come la Consob, la Grant Thornton, forse anche la Bank of America proveranno a ribaltare la propria condizione di indagati costituendosi parte civile. Anche chi doveva controllare, certificare, vendere i bond è stato ingannato? Solo la Parmalat, e anzi solo Calisto Tanzi alla fine risulterà colpevole?
Francesca Arnaboldi, della Confconsumatori: «Non ci stiamo. Sono le banche ad averci ingannato. Loro sapevano, loro hanno rovesciato il dissesto sui risparmiatori e loro, adesso, li devono risarcire».
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