6 Ottobre 2004

Non saranno gli automobilisti a pagare il pedaggio




Il Grande Raccordo Anulare di Roma, l?autostrada che collega Roma all?aeroporto di Fiumicino, la A3 Salerno-Reggio Calabria, la A19 Palermo-Catania, la A29 Palermo-Mazzara del Vallo. Questi i tratti stradali, attualmente gestite dall?Anas, su cui pende come una spada di Damocle l?ipotesi di pedaggio. Sono circa 1.500 chilometri di strade statali (869 chilometri di autostrade e circa 400 chilometri di tangenziali e raccordi percorribili gratuitamente) per cui la relazione tecnica della legge Finanziaria 2005 prevede la dismissione verso società pubbliche tra quelle in esercizio e quelle in costruzione.

Una proposta che ha scatenato una vera e propria bufera, placata in parte solo dalle ultime dichiarazioni dal ministro dell?Economia, Domenico Siniscalco. Il numero uno del Tesoro ha spiegato che ?i pedaggi ombra non graveranno sugli automobilisti e che l?operazione di cessione di circa 1.500 chilometri di strade statali prevista dalla Finanziaria è stata male interpretata?. Quindi, si legge in una nota diffusa da via XX settembre, non ci sarà nessun esborso per gli automobilisti, poiché lo Stato incasserà circa 3 miliardi di euro da una società esterna che riceverà in gestione quei tratti stradali. Quanto invece alla società, questa è al di fuori del perimetro della Pubblica Amministrazione, ma sarà controllata direttamente o indirettamente dallo Stato.

Però il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano insiste sulla proposta di far pagare in qualche modo chi utilizza le strade statali, proponendo un abbonamento per l?utilizzo delle strade Anas su cui il governo programma l?istituzione di un pedaggio. Bisogna capire i pro e i contro di questa decisione, commenta il ministro, il quale ha ricordato che se non tutti usano le stradi statali con la stessa frequenza, è ugualmente importante investire sul settore affinché una parte delle entrate dei pedaggi vengano utilizzati per la manutenzione e il miglior funzionamento della rete stradale. Come esiste l?abbonamento ferroviario che comporta un costo minore per chi lo fa – conclude Marzano – così si può studiare l?abbonamento per questo tipo di strade.

Ma la valanga di no si è già abbattuta: nel coro dei dissensi ci sono i consumatori, l?opposizione, ma anche la Lega che ha annunciato battaglia a colpi di emendamenti.
?È una vergogna? tuona l?Intesa dei consumatori dal momento che imporre un pedaggio sulle strade statali per circa 1.500 chilometri, comporterà un balzello di 150 euro a famiglia. I conti che Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori (le associazioni che formano appunto l?Intesa) parlano chiaro: ?le strade sono già finanziate dal costo di manutenzione delle auto, visto che ogni famiglia italiana paga 239,5 euro al mese, ossia 2.875 euro l?anno di tasse e imposte per i trasporti su strada, versando la ragguardevole somma complessiva di ben 57,5 miliardi di euro l?anno?

No deciso anche da parte dei sindacati: Filt Cgil, Fit Cisl, e Uil Anas respingono la proposta e si dichiarano pronti ad ostacolarla. In particolare Guglielmo Epifani, leader della Cgil parla di ?una vicenda assurda? anche perché ? spiega il sindacalista – il ministro Siniscalco ha detto che non è un problema di pedaggi ma di un rapporto tra Stato e concessionari. Ma, conclude, al cittadino non cambia nulla dal momento che sarà sempre costretto a pagare.


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