5 Ottobre 2004

Parmalat, la Consob si costituisce parte civile





MILANO – La Consob si costituisce parte civile nel processo Parmalat, al via oggi a Milano con l`udienza preliminare. La decisione – preannunciata sabato scorso dal presidente della commissione Lamberto Cardia – è stata presa ai sensi del Testo unico sui mercati finanziari: l`articolo 187 della legge Draghi prevede infatti che l?authority possa costituirsi parte civile nei procedimenti aperti per i reati di aggiotaggio (al centro del processo milanese) e insider trading. Passaggio fondamentale è stata inoltre la richiesta di rinvio a giudizio del 26 maggio scorso con cui la procura di Milano ha ritenuto la Consob «parte offesa» assieme alla Parmalat Finanziaria.
Ma al di là degli aspetti formali, l?intervento della commissione vuole anche essere la diretta conseguenza dell`impegno sul caso Parmalat nei mesi precedenti il crack. L`inchiesta della procura di Milano, ricorda l?authority, è stata infatti avviata grazie alla segnalazione effettuata il 19 dicembre scorso dalla stessa Consob. La costituzione parte civile si basa quindi su un interesse generale, cioè del buon funzionamento del mercato, e secondario, quello del ristoro dei danni morali e materiali subiti. Per la prima resa dei conti degli uomini del gruppo di Collecchio è prevista la presenza in massa dei risparmiatori danneggiati, per i quali sono stati allestiti dei maxi schermi a palazzo di giustizia. Gli imputati sono Calisto Tanzi, i suoi figli Stefano e Francesca, altri componenti dell`ex cda Parmalat e i membri dell`allora collegio sindacale, due revisori dei conti di Deloitte & Touche, altri due di Grant Thornton Italia (ora Italaudit) e tre ex funzionari di Bank of America. Diverse, probabilmente, le strategie processuali degli imputati: si sa che chiederanno il giudizio immediato, e quindi di essere processati direttamente in dibattimento, Maurizio Bianchi e Lorenzo Penca, i due ex revisori di Grant Thornton che furono anche arrestati nell`ambito dell`inchiesta, mentre altri chiederanno il patteggiamento. Dai legali di Calisto Tanzi, Giampiero Biancolella e Fabio Belloni, anche nel week-end impegnati in studio in vista dell`udienza, una sola indicazione: «Allo stato non ci sono ipotesi di riti alternativi»; quindi, per ora, nessuna richiesta di patteggiamento o abbreviato. Le accuse per i 32 sono di concorso in aggiotaggio, false comunicazioni dei revisori e ostacolo all`esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob. Ipotesi di reato che riguardano le distorsioni procurate al mercato, mentre i reati più strettamente societari come la bancarotta fraudolenta sono di competenza della Procura di Parma che entro l`anno dovrebbe chiudere le indagini: i pm emiliani, però, non escludono di chiedere una seconda proroga delle indagini, stralciando le posizioni degli indagati le cui responsabilità sembrano più chiare (Calisto Tanzi e le persone a lui più vicine) per chiedere il loro rinvio a giudizio.
Intanto il Codacons prende posizione contro la decisione della Consob e del commissario straordinario di Parmalat, Enrico Bondi, di costituirsi parte civile. Secondo l?associazione dei consumatori, che considera illegittima la nomina di Bondi a commissario, «la Parmalat e il suo attuale commissario straordinario dovrebbero stare dall`altra parte della barricata, e cioè tra gli imputati, non certo tra le parti offese». Quanto alla commissione di controllo della Borsa, «dovrebbe anch?essa stare sul banco degli imputati, in relazione al mancato controllo da parte dei suoi funzionari, omissioni che hanno contribuito a danneggiare migliaia di risparmiatori». Se la Consob deciderà di costituirsi dovrà nominare un curatore, «perché certamente Lamberto Cardia non può fare la parte dell`accusatore e al contempo sollevare le omissioni dei suoi funzionari».

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