FINANZIARIA: VALANGA DI NO SU PEDAGGI; LEGA,NUOVA TASSA
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 4 OTT – Il governo annuncia in finanziaria nuovi pedaggi su 1.500 chilometri di strade e autostrade, per ricavare 3 miliardi di introiti, ed è subito valanga di no. Da parte dei consumatori e dalle file dell` opposizione, ma non solo, l`idea trova un muro anche tra gli alleati della Lega che annunciano battaglia a colpi di emendamenti. “E` una vergogna“ tuonano le associazioni in difesa degli utenti calcolando un balzello ulteriore da 150 euro a famiglia. Le statali sono già pagate dai cittadini, puntualizza Ugo Parolo, del Carroccio. Ma l`esecutivo sembra avere questa volta le idee chiare. Il Comma 19 della bozza di Finanziaria indica già le 5 arterie `papabili`: “869 chilometri di rete autostradale sulla quale gli utenti transitano a titolo gratuito“, gestiti direttamente dall`Anas, oltre ai 20.590 chilometri di strade. E sono: il Grande raccordo anulare di Roma; la Roma-Fiumicino; la A3 Salerno-Reggio Calabria; la A19 Palermo-Catania; la A29 Palermo-Mazzara del Vallo. Il ministro dell`Economia attribuisce caratteristiche autostradali a collegamenti che attualmente non lo sono, come il Gra, o la Roma-Fiumicino. Inoltre, sancisce la fine delle autostrade gratuite nel Mezzogiorno, annunciando il pedaggio non solo per la Salerno-Reggio Calabria, ma anche per le autostrade siciliane a scorrimento veloce, come la A29 e la A19. In realtà, quella di mettere a pagamento le maggiori strade, in particolare quelle nelle zone intorno ai grandi centri urbani, é una linea già intrapresa da altri governi, ad esempio quello britannico. Dal capitolo Siniscalco conta di ricavare introiti per 3 miliardi di euro, applicando il modello Autostrade; se “si assume una concessione quarantennale analoga a quella del gruppo Autostrade con un ricavo medio da pedaggio per chilometri pari a circa 0,68, ipotizzando un rendimento del capitale investito per la società acquirente intorno al 7,5%“ puntualizza il ministro senza indicare i tempi. La fine delle autostrade gratis per il Sud era già stata prospettata dallo stesso ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, sollevando anche le proteste dei consumatori e degli operatori turistici. E nel Libro Bianco 2003 dell`Anas, il totale dei chilometri papabili per la messa a reddito, ammonta a 1.200. Secondo la spa delle strade, i pedaggiamenti potrebbero riguardare la E45 Orte-Cesena, la Salerno-Reggio Calabria, lo stesso Gra di Roma una volta che sia stata realizzata la terza corsia; il collegamento Roma-Fiumicino nel tratto gestito dall` Anas. E poi anche qui sono prese di mira le arterie siciliane, una volta terminato il loro ammodernamento: Palermo-Catania; Palermo-Mazzara del Vallo; la Alcamo-Trapani; la Catania- Siracusa che però è ancora in costruzione. All`elenco vanno aggiunte la Torino-Caselle, la tratta ferrarese Campogalliano- Sassuolo, la Asti-Cuneo. Ma i consumatori non intendono farsene una ragione. “E` una vergogna – replica l`Intesa – per un Governo che ha vinto le elezioni con lo slogan elettorale `meno tasse per tutti`, prevedere ulteriori tassazioni indirette facendo pagare l`ennesimo balzello“. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno fatto due conti: le strade, dicono, sono “già finanziate dal costo di manutenzione delle auto, visto che ogni famiglia italiana paga 239,5 euro al mese, ossia 2.875 euro l`anno di tasse e imposte per i trasporti su strada, versando la ragguardevole somma complessiva di ben 57,5 miliardi di euro l`anno“. La via del pedaggio non piace all`opposizione, ma trova muro anche tra gli alleati. E` contraria la Lega Nord: “le statali sono già pagate dai cittadini. Imporre un pedaggio su questi percorsi significa imporre tout court una nuova tassa“ dice Parolo, responsabile dell`ambiente per il Carroccio. “Le strade statali – prosegue l`esponente leghista – sono state realizzate con i proventi delle tasse e dunque già pagate dai cittadini. E`, in sostanza, una proposta inaccettabile che vede i cittadini danneggiati perché si impone una nuova tassa ma anche beffati visto che, molto probabilmente, le strade statali saranno svendute, esattamente come già accaduto con le autostrade, a società private espropriando, quindi, i cittadini di un bene che hanno già pagato“. Spiraglio di apertura da parte di Ermete Realacci (Dl), ok al pedaggio ma solo se serve a risolvere i gravissimi problemi delle nostre infrastrutture non a coprire uno dei tanti buchi della finanza pubblica, puntualizza. Ma per il resto, proteste a valanga. I pedaggi penalizzano il Sud, secondo l`esponente della Margherita, Tino Iannuzzi. No deciso anche da parte dei sindacati; “assolutamente contrario“ il sindaco di Roma Walter Veltroni che dice: “la devono smettere di far pagare le loro riduzioni delle tasse ai cittadini“. (ANSA).
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