Valanga di “no“ sui pedaggi
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fonte:
- Il Secolo XIX
La Lega: «E` una nuova tassa».
Tre miliardi di introiti da 1500 chilometri di strade che saranno a tariffa: dal raccordo anulare romano ai grandi collegamenti del Sud
Roma. Il governo annuncia in Finanziaria nuovi pedaggi su 1.500 chilometri di strade e autostrade, per ricavare 3 miliardi di introiti, ed è subito valanga di no. Da parte dei consumatori e dalle file dell`opposizione, ma non solo, l`idea trova un muro anche tra gli alleati della Lega che annunciano battaglia a colpi di emendamenti.
«E` una vergogna» tuonano le associazioni in difesa degli utenti calcolando un balzello ulteriore da 150 euro a famiglia. Le statali sono già pagate dai cittadini, puntualizza Ugo Parolo, del Carroccio. Ma l`esecutivo sembra avere questa volta le idee chiare. Il comma 19 della bozza di Finanziaria indica già le 5 arterie “papabiIi“: «869 chilometri di rete autostradale sulla quale gli utenti transitano a titolo gratuito», gestiti direttamente dall`Anas, oltre ai 20.590 chilometri di strade. E sono: il Grande raccordo anulare di Roma; la Roma-Fiumicino; la A3 Salerno-Reggio Calabria; la A19 Palermo-Catania; la A29 Palermo-Mazzara del Vallo. Infatti il ministro dell`Economia attribuisce caratteristiche autostradali a collegamenti che attualmente non lo sono.
La fine delle autostrade gratis per il Sud era già stata prospettata dallo stesso ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, sollevando anche le proteste dei consumatori e degli operatori turistici. E nel Libro bianco 2003 dell`Anas, il totale dei chilometri papabili per la messa a reddito, ammonta a 1.200. Secondo la spa delle strade, i pedaggiamenti potrebbero riguardare la E45 Orte-Cesena, la Salerno-Reggio Calabria, lo stesso Gra di Roma una volta che sia stata realizzata la terza corsia; il collegamento Roma-Fiumicino nel tratto gestito dall`Anas. E poi anche qui sono prese di mira le arterie siciliane, una volta terminato il loro ammodernamento: Palermo-Catania; Palermo-Mazzara del Vallo; la Alcamo-Trapani; la Catania- Siracusa che peròè ancora in costruzione. All`elenco vanno aggiunte la Torino-Caselle, la tratta ferrarese Campogalliano- Sassuolo, la Asti-Cuneo.
Ma i consumatori non intendono farsene una ragione. «E` una vergogna – replica l`Intesa – per un governo che ha vinto le elezioni con lo slogan elettorale “meno tasse per tutti“, prevedere ulteriori tassazioni indirette facendo pagare l`ennesimo balzello». Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno fatto due conti: le strade, dicono, sono «già finanziate dal costo di manutenzione delle auto, visto che ogni famiglia italiana paga 239,5 euro al mese, ossia 2.875 euro l`anno di tasse e imposte per i trasporti su strada, versando la ragguardevole somma complessiva di ben 57,5 miliardi di euro l`anno».
La via del pedaggio non piace all`opposizione, ma trova muro anche tra gli alleati. E` contraria la Lega Nord: «Le statali sono già pagate dai cittadini. Imporre un pedaggio su questi percorsi significa imporre tout court una nuova tassa» dice Parolo, responsabile dell`ambiente per il Carroccio. «Le strade statali – prosegue l`esponente leghista – sono state realizzate con i proventi delle tasse e dunque già pagate dai cittadini. E`, in sostanza, una proposta inaccettabile che vede i cittadini danneggiati perché si impone una nuova tassa ma anche beffati visto che, molto probabilmente, le strade statali saranno svendute, esattamente come già accaduto con le autostrade, a società private espropriando, quindi, i cittadini di un bene che hanno già pagato». No deciso anche da parte dei sindacati. «Assolutamente contrario» il sindaco di Roma Walter Veltroni che dice: «La devono smettere di far pagare le loro riduzioni delle tasse ai cittadini».
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