Maroni: no tasse agli autonomi
-
fonte:
- Brescia Oggi
Sindacati pronti alla mobilitazione, Confindustria preoccupata per i tagli
Roma. La Finanziaria approvata l?altra notte dal Governo ancora non è approdata in Parlamento e già, dalla maggioranza, c?è chi chiede modifiche e integrazioni, mentre spuntano novità come un nuovo inasprimento di 15-20 centesimi delle sigarette. Parallelamente si è alzato un coro di critiche da sindacati e conusumatori, artigiani e commercianti. Solo Confindustria per ora sceglie la strada della prudenza anche se sui tagli al Sud fa trapelare la sua preocupazione. Ieri a chiedere modifiche è stato il ministro del Welfare Roberto Maroni pronto a schierarsi a fianco dei lavoratori autonomi nel chiedere la cancellazione degli inasprimenti sugli studi di settore che calcolano le tasse di artigiani commercianti e professionisti. «È un intervento sbagliato, contrario ai nostri principi, ci attiveremo in Parlamento per cancellare tale misura». Nello stesso tempo Maroni torna all?attacco sugli aiuti alle famiglie. «Sono pronto a insistere nel chiedere l?allargamento del bonus da mille euro sui figli, ieri la mia proposta è stata bocciata visto l?atteggiamento assai freddo del ministro Siniscalco». La rivolta contro i nuovi studi di settore coagula la protesta delle categorie. Il presidente di Confcommercio Sergio Billè è categorico. «È scorretto far pagare il conto di tutta la manovra solo alle nostre categorie. È chiaro che un inasprimento delle imposte rende più difficile arrivare a un contenimento dei prezzi».
Altrettanto delusa la Confartigianato. «Le modifiche introdotte – spiega il presidente Luciano Petracchi – minano alla base il patto tra Governo e contribuenti». E di misura «vessatoria» parla ancha la Cna. Dettagliati i conti di Intesa consumatori secondo cui alla fine tra Ici, Tarsu, assicurazione casa, tariffe e inasprimenti di bolli agli italiani le misure del Governo costeranno in media 320 euro all?anno. Un quadro che spinge i sindacati a parlare di mobilitazione. Una eventualità ventilata dal leader della Cisl Savino Pezzotta, secondo cui la manovra rappresenterà un freno allo sviluppo, e subito accolta da Luigi Angeletti e Guglielmo Epifani che è particolarmente aspro nel giudicare la manovra. «Siamo di fronte a una vera e propria stangata, a un insieme di tagli e tasse che rischia di impoverire settori interi oltre a zone come il Mezzogiorno».
Più prudente la Confindustria. Ieri Luca di Montezemolo ha preferito glissare. «Giudizi ne daremo al momento opportuno». Anche il mondo agricolo è cauto. Coldiretti chiede che gli impegni fiscali presi «vengano consolidati», mentre Confagricoltura è più disposta ad aprire un credito al Governo, soddisfatta per la proroga per le agevolazioni fiscali in agricoltura.
Il fuoco di fila contro il Governo vede in prima fila anche le opposizioni. Ds e Margherita parlano di «stangata mascherata», mentre Mastella trova gravissimo penalizzare il Sud. Francesco Rutelli si chiede, al di là dei tagli, «dove sta lo sviluppo?».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
