1 Ottobre 2004

Inflazione ai livelli di fine ?99 I consumatori: dati surreali

Inflazione ai livelli di fine ?99 I consumatori: dati surreali


L?inflazione a settembre è scesa al 2,1% dal 2,3% di agosto. L?Istat ha confermato le anticipazioni delle città campione. Su base mensile, i prezzi sono rimasti invariati. Il tasso di settembre è il più basso da gennaio 2000: per avere un riscontro si deve arrivare e dicembre 1999. L?indice armonizzato europeo ha registrato una variazione mensile del +0,6% e annua del +2,2%. Gli incrementi congiunturali più significativi dell?indice per l?intera collettività si sono verificati per i capitoli istruzione (+0,8%) e per abbigliamento e calzature e abitazioni, acqua, elettricità e combustibili (+0,2% per entrambi). Invariati mobili e servizi per la casa e il capitolo ricreazione, spettacoli e cultura; mentre hanno registrato variazioni negative i trasporti (-0,5%), i prodotti alimentari e i servizi sanitari (-0,2% per entrambi). Gli incrementi tendenziali più elevati sono invece stati quelli di bevande alcoliche e tabacchi (+7,2%), alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+3,8%), trasporti (+3,3%) e altri beni e servizi (+3%). Si conferma la variazione tendenziale negativa delle comunicazioni (-7,5%). La diminuzione del tasso inflazionistico, spiegano all?Istat, dipende dal rallentamento dell?inflazione per 8 dei 12 capitoli di spesa (alimentari, abbigliamento e calzature, mobili, servizi sanitari, trasporti, ricreazione, istruzione e altri beni e servizi). Anche il capitolo trasporti, che pesa per il 13%, è passato da un?inflazione del 3,8% ad agosto al 3,3% di settembre, anche grazie alla stabilità congiunturale della benzina.
Consumatori polemiciI dati dell?Istat sono stati contestati dall?Intesaconsumatori: «L?Istat disegna un?Italia surreale. È arrivato il tempo che anche le organizzazioni sindacali, i partiti, le forse sociali si pongano il problema di queste continue, plurime provocazioni mensili».
Il dato di EurolandiaNei paesi della zona euro l?inflazione rallenta leggermente scendendo a settembre al 2,2%, contro il 2,3 di agosto. Il dato provvisorio reso noto ieri da Eurostat, l?ufficio europeo di statistica, si basa sugli indici raccolti in alcuni dei maggiori paesi di Eurolandia nei quali l?aumento dei prezzi ha subito un raffreddamento, malgrado l?impennata delle quotazioni del petrolio.
Produzione, prezzi recordSempre l?Istat ieri ha fatto sapere che i prezzi alla produzione ad agosto hanno segnato un aumento dello 0,5% congiunturale, cioè rispetto al mese di luglio, e del 3,5% nei confronti di agosto del 2003. Si tratta dell?incremento più elevato dall?aprile del 2001. Nei primi otto mesi del 2004, l?incremento tendenziale più elevato è stato registrato dai beni intermedi (più 4,0%), mentre l?unica diminuzione tendenziale è stata riscontrata nel raggruppamento dell?energia (meno 0,2%).
Bollette e petrolioPer quanto riguarda l?elettricità, si legge nella nota dell?Authority per l?energia, gli acquisti operati dall?Acquirente Unico per conto dei clienti vincolati, hanno permesso un contenimento degli aumenti legati all?andamento del prezzo del petrolio (che trascina anche quello del metano) aumentato di circa il 25% negli ultimi sei mesi. Ciò ha contribuito a limitare l?aumento della tariffa elettrica dello 0,7% in media nazionale e dell?1,1% per il settore domestico, rispetto al trimestre precedente. Comunque, considerate le variazioni trimestrali precedenti, la nuova tariffa domestica, al netto delle tasse, risulta inferiore, dello 0,4% a valori correnti e del 2,6% a valori costanti, rispetto a quella dello stesso trimestre dell?anno precedente. Quanto al petrolio, dopo un esordio tranquillo, il greggio ha toccato in serata a New York 50,10 dollari al barile. Chiusura a 49,65.

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