CAROVITA AL 2,1%. CONSUMI IN PICCHIATA
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fonte:
- Il Campanile
Il dato Istat drammatico per gli analisti. I consumatori: un fenomeno paranormale
Secondo l?Istat il carovita a settembre registra un calo deciso.
Dal 2,3 per cento di agosto, si attesta al 2,1 per cento, secondo i dati forniti dalle città campione. Quindi, ancora provvisori.
Il risultato è il più basso dal dicembre del 1999 ed è anche inferiore rispetto alle aspettative degli analisti che attendevano un tasso di aumento dello 0,2 per cento mensile con un incremento tendenziale annuo del 2,3 per cento. Se il carovita, però, è uno degli elementi di erosione dei redditi da lavoro dipendente, la notizia che nel corso dei mesi il fenomeno sta rientrando, dovrebbe essere accolta da analisti e consumatori come un dato positivo, magari anche scaturito dalle recenti iniziative a tutela dei portafogli sempre più vuoti. Il fatto è, però, che da molti mesi il petrolio sta inseguendo e sorpassando sempre più record (è solo di due giorni fa la notizia che il barile ha raggiunto quota 50 dollari), e le conseguenze su benzina e gasolio, che poi si ripercuotono su bollette e prodotti al dettaglio, considerevoli. Quindi, la notizia resa nota dall?Istat, da analisti e consumatori viene letta in un modo diverso da quello che ci si aspetterebbe. I primi sostengono che il dato di settembre è un segnale di allarme per l?economia, del resto se le materie prime aumentano, come fanno i prezzi a calare?. Solo per un motivo: gli italiani spendono meno.
Infatti, secondo Donato Berardi analista del Ref, si tratta di un risultato drammatico, «con il petrolio a 50 dollari e la ripresa dei prezzi delle materie prime il fatto che l?inflazione sia scesa significa che i consumi sono in picchiata». Un esempio chiaro di come stanno andando le cose si evince dall?escalation al ribasso dei prodotti alimentari, che in due anni hanno subito rincari considerevoli che oggi, invece, «stanno facendo passi indietro». Il che significa, che gli italiani stanno stringendo la cinghia. A fine anno la previsione di Berardi è che il carovita torni a salire (2,3-2,4 per cento) e la situazione a complicarsi ulteriormente.
Addirittura, i consumatori dell?Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) sono convinti che il dato dell?Istat assomigli molto ad un fenomeno paranormale, soprattutto se si prendono in considerazione fattori come l?aumento dei prezzi dei carburanti e i «ritocchi al rialzo effettuati da molti commercianti al rientro dalle ferie».
Prossimi mesi a rischio anche secondo l?analisi di Confesercenti, che se da una parte saluta con favore il dato Istat che in parte, discolpa i commercianti dall?accusa di aver ritoccato al rialzo, dall?altra avverte che i prossimi mesi sono appesi all?andamento dei costi energetici che «già dall?inizio dell?anno scorso hanno portato ad aumenti nel settore dei trasporti dall?1,4 al 3,8 per cento».
Anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni è convinto che il risultato dell?inflazione sia imputabile alla diminuzione dei prezzi, in particolare all?iniziativa ?Romaspendebene?.
Anche se forse non ha notato che proprio nella capitale, in controtendenza rispetto alle altre città campione, il carovita è aumentato dello 0,3 per cento.
IDP
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