28 Settembre 2004

Procreazione, raccolta delle firme alla volata finale

Procreazione, raccolta delle firme alla volata finale



– Rush finale per i referendum contro la legge sulla procreazione assistita: oggi saranno almeno 100 i tavoli, in tutta Italia, per l`ultimo giorno di raccolta firme contro la legge sulla procreazione assistita. E` l`obiettivo fissato dai radicali, mentre la campagna è ormai alle ultime battute perchè la consegna in Cassazione è fissata entro giovedí 30 settembre. Il segretario Daniele Capezzone ha lanciato un appello: « I radicali faranno la loro parte, ma occorre che le prossime ore siano scandite dall`annuncio, città per città, dell`apertura di decine e decine di punti di raccolta fino alla quota di almeno 100, e possiamo cosí sperare di tagliare il traguardo con grande slancio » . Poi, toccherà alle operazioni « tecniche » : certificazioni, verifiche e la consegna, il 30 settembre, che è il termine fissato dalla legge. Cosí, in vista della « maratona » di oggi, i radicali – che già si preparano a festeggiare la chiusura della raccolta delle firme – fanno appello « ai consiglieri comunali e provinciali, agli assessori, ai sindaci, ai parlamentari di ogni schieramento, ai militanti liberali e democratici » affinchè, ora dopo ora, affluiscano al numero 06- 689791 ( per poi essere pubblicati su www. radicali. it) gli annunci dei luoghi e delle ore della mobilitazione finale e straordinaria » . Anche il Codacons ha lanciato un appello ai cittadini e consumatori italiani: « andate a firmare » . E i comitati promotori dei quesiti referendari ricordano che in tante città sarà ancora possibile firmare, anche se – per consentirne l`immediata certificazione – sarà possibile solo raccogliere le firme dei cittadini residenti. « Anche l`ultima firma è preziosa, perchè il nostro traguardo è di andare oltre le 600 mila firmeper ogni quesito, cioè 100 mila in pi ù rispetto a quelle richieste per mettere al sicuro il referendum » ha avvertito Barbara Pollastrini, responsabile Donne dei Ds, sottolineando che « c`è una consapevolezza diffusa che questa legge crudele vada riscritta daccapo. La strada referendaria si sta mostrando vincente e questi ultimi giorni non vanno sprecati » . E` naturale, dunque, che le divisioni tra il fronte dei laici e quello dei cattolici si ripropongono in queste ore ancor pi ù forti. La Chiesa è in allarme per la sorte della legge sulla procreazione e si schiera contro il referendum. Agli antipodi, invece, si sono collocati i radicali, che hanno proposto la totale abrogazione della legge, criticando duramente tutti quelli che hanno qualche perplessità sull`uso del referendum. Ma, tra due visioni completamente contrapposte, si collocano altre posizioni, ognuna con le sue sfaccettature. A partire proprio dal centrosinistra. Dopo l`avvertimento lanciato alla festa dei Comunisti italiani sull`inopportunità di un « referendum che dilanierebbe il Paese » , Prodi continua a ritenere che « la legge è cattiva, ma può essere migliorata e il Parlamento è la sede giusta per farlo » . La Quercia ha preso le distanze dalle posizioni di Prodi, sostenendo che la « via referendaria è stata finora l`unica possibile » , mentre l`Udeur e la Margherita condividono la proposta del presidente della Commissione Ue. I Verdi di Pecoraro Scanio, invece, sono per il referendum, anche perchè « questo Parlamento non è in grado di modificare quel pessimo testo » e sulla stessa posizione sono lo Sdi, Pdci, Rifondazione, Italia dei Valori. E nel frattempo resta aperta nella maggioranza l`ipotesi di una nuova legge.

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