Fazio alle banche: aiutate a frenare l`inflazione
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fonte:
- La Sicilia.it
Il Governatore di Bankitalia.
«Si abbassi il costo dei servizi ai clienti». L`Abi: decidano gli istituti
Roma. Le banche devono fare la loro parte, contribuendo al contenimento del carovita. Parola di Governatore della Banca d`Italia, Antonio Fazio, che scende direttamente in campo chiamando all`appello il mondo creditizio. E invitandolo, «nell`attuale delicata congiuntura» a dare «un contributo a frenare l`inflazione»: ad abbassare cioè «il costo dei servizi offerti alla clientela». Un appello esplicito, quello lanciato ieri da Fazio, che va in scia alle sollecitazioni giunte nei giorni scorsi dal governo – premier e ministro dell`Economia in prima linea – per un impegno, anche degli istituti di credito, nella strategia contro il caro-prezzi. Ma a fronte del quale dal mondo bancario, finora, non si sono registrate novità. L`Abi infatti ribadisce di non avere – come associazione – direttamente voce in capitolo: pur sottolineando che ogni invito è da valutare, la decisione – spiega lo stesso presidente Maurizio Sella – di mettere mano alle tariffe spetta alle banche. Ogni possibile intervento è infatti legato «alle politiche commerciali dei singoli istituti».
Ed è proprio questo scenario a scatenare il pessimismo dei consumatori, che rilanciano chiedendo un «conto sociale per giovani e famiglie» e prendono come un tardivo risveglio le dichiarazioni del Governatore. «Meglio tardi che mai», commenta il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti, secondo cui «finalmente Fazio si è accorto degli altissimi costi di un conto corrente bancario, che superano i 600 euro l` anno». L`invito, aggiunge, «mi auguro che possa essere accolto, anche se l` esperienza di 20 anni al servizio di una delle principali banche prima e la presidenza dell`Adusbef negli ultimi 18 poi, mi inducono a essere pessimista, perché ancora oggi non esistono trasparenza nè concorrenza». Lannutti, parlando a nome dell`Intesa dei consumatori, chiede così un conto sociale: cinque euro al mese, 70 l`anno per i giovani, dieci euro mensili (120 annue) per le famiglie.
La chiamata di Fazio, sottolinea il presidente del Codacons Carlo Rienzi, arriva in ritardo di almeno dieci anni e per essere efficace avrebbe dovuto comprendere la richiesta di un ribasso dei costi almeno del 20%.
Del resto la strada degli accordi con le categorie desta qualche perplessità anche nel presidente dell` Antitrust, Giuseppe Tesauro, che mette in guardia dall`eccessivo ricorso a questi strumenti: «Accordi tra concorrenti – avverte Tesauro – possono essere un palliativo momentaneo per cercare di frenare la spinta inflazionistica, ma non sono la soluzione del problema. Nel medio periodo il rischio è perdere quel poco di cultura che abbiamo del libero mercato».
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