27 Ottobre 2007

Cento milioni per mettere su casa

Cento milioni per mettere su casa

La somma sarà destinata a giovani coppie con basso reddito o con lavoro precario 
 

Presentato il piano regionale, alla provincia di Macerata destinato il 13,8%

MACERATA – Una casa di proprietà anche per chi ha un reddito basso o un lavoro
precario. E’ una delle possibilità innovative offerte dal piano di edilizia residenziale che la Regione ha presentato ieri mattina nella sala del Consiglio provinciale. Cento milioni di euro destinati al settore per tutta la regione nel triennio 2006 – 2008, di questi 13 milioni e 800 mila euro sono destinati alla provincia di Macerata. "Abbiamo già incontrato sindacati, ex Iacp, categorie e abbiamo presentato le nostre linee di programma e raccolto delle indicazioni – ha spiegato il presidente della Provincia Giulio Silenzi – ora stiamo predisponendo l’atto che sarà discusso in Consiglio provinciale". I tempi imposti dalla Regione sono piuttosto celeri, la Provincia dovrà licenziare l’atto entro Natale; poi toccherà ai Comuni che dovranno assolvere la propria parte entro i primi due mesi dell’anno prossimo". A spiegare i criteri con cui saranno erogati i fondi sono stati gli assessori regionali Gianluca Carrabs e Pietro Marcolini. Abbiamo privilegiato due principi – ha spiegato il primo – il diritto alla casa per chi non ha un reddito sufficiente per acquistarla o per chi ha un lavoro precario, e la realizzazione di abitazioni di qualità ed ecocompatibili". Lo stanziamento consentirà di realizzare circa 1.800 alloggi in tutte le Marche, attorno a trecento in provincia di Macerata. "Si tratta di uno degli interventi più rilevanti dal punto di vista sociale – ha spiegato Pietro Marcolin – e la cifra dovrebbe crescere di altre quattrocento abitazioni con l’approvazione della legge finanziaria. L’attenzione sociale – ha continuato l’assessore – sta nel fatto che i destinatari principali dei fondi sono i giovani a basso reddito o chi ha difficoltà a contrarre mutui perché non può offrire la garanzia di un lavoro stabile". Ma il piano prevede anche la realizzazione di abitazioni a canone sociale e a canone moderato – ha specificato ancora Carrabs – e soprattutto una nuova forma di intervento che facilita la costituzione di cooperative miste italiani – immigrati per la realizzazione delle case. Quest’ultimo aspetto è del tutto innovativo e prevede uno stanziamento di 17,6 milioni di euro". "Per quanto riguarda Macerata, invece – ha spiegato il presidente della Provincia – il 40 per cento delle somme andrà all’edilizia sovvenzionata, il 15 – 20% a quella convenzionata, il 5% servirà a costituire un fondo di garanzia per i giovani a basso reddito che vogliono accendere un mutuo e infine saranno costituiti 150 buoni casa da 10 mila a 30 mila euro sempre destinate a giovani coppie". I criteri di distribuzione dei fondi alle varie province rispondono – secondo Carrabs – a valutazioni demografiche dei territori e alla incidenza sociale del problema. "Ma perché tale politica sia efficace è importante che i Comuni mettano a disposizione aree di edilizia economica e popolare e che non concentrino tutti i propri sforzi nell’edilizia privata". "Il sostegno dei giovani contro il perenne precariato è una delle priorità sociali – ha commentato Silenzi – anche di fronte a questioni economiche e culturali pur rilevanti. Si tratta di un’emergenza sociale forte e questa che è stata messa in campo è una prima risposta. Occorre un atteggiamento nuovo dinanzi a simili istanze". E a conferma delle difficoltà crescenti delle famiglie ad accollarsi o a mantenere un mutuo vengono i dati delle associazioni dei consumatori che riguardano Macerata. Sono in preoccupante aumento i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari, a causa delle condizioni in cui versano le famiglie indotte ad accendere mutui a tasso variabile (91%), "malconsigliate dalle banche – secondo le associazioni – consapevoli di una tendenza unanime al rialzo del costo del denaro". Una situazione pesantissima per le famiglie: basti pensare ai dati raccolti da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori: nel 2006 pignoramenti ed esecuzioni immobiliari sono stati 151, mentre quest’anno ne sono stati stimati 191, con un aumento di ben il 27%. Di fronte a questa situazione ieri, nel corso dell’evento nazionale "Amico del Consumatore 2007", organizzato dalle quattro associazioni di consumatori, si è sollecitato il governo a prendere provvedimenti urgenti per garantire la solvibilità delle famiglie sempre più a rischio bancarotta.
 

 

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