22 Settembre 2004

Eurispes: illusioni sul mercato

LOTTA AL CAROVITA. L?Abi: i singoli istituti valuteranno singolarmente


Stop ai prezzi, banche pronte Eurispes: illusioni sul mercato






Roma. Anche le banche valuteranno un blocco dei prezzi per tre mesi. È la promessa dell?Associazione bancaria italiana (Abi) che scende in campo nelle iniziative di lotta al caro-vita promosse dal governo: «Le singole banche valuteranno attentamente le considerazioni del ministro Siniscalco nella loro autonomia di imprese. Tuttavia un congelamento dei prezzi non può non tener conto della peculiare natura dei servizi e dei beni interessati e dunque, anche se limitato ad un periodo di tre mesi, deve essere valutato nell?ambito delle strategie commerciali delle imprese bancarie con cui, ovviamente, Abi non può interferire». Si allarga dunque lo spettro d?azione anti-inflazione e si estende al sistema bancario. Il ministro per le Attività produttive Antonio Marzano ha fatto inoltre sapere che si va verso la proroga dell?accordo con la grande distribuzione, intesa che potrà durare anche «oltre la fine dell?anno».
Ma, mentre lo stesso presidente del Consiglio Berlusconi promette che la politica dei prezzi bloccati riguarderà (per ciò «che rientra nelle competenze dell?esecutivo») anche le tariffe di gas, luce e acqua, i consumatori restano scettici. E l?Eurispes sostiene che tutta l?operazione porterà a un risparmio di dieci centesimi ogni mille euro di spesa, grazie a un rallentamento dell?inflazione dello 0,01%, ovvero dal previsto 2,30% al 2,29%. Insomma, lo stop agli aumenti concordato con i supermercati sarebbe solo «un?illusione», perché si applicherà a una percentuale minima di prodotti che pesano in maniera limitata sulle tasche dei consumatori, con vantaggi dunque «pressoché nulli».
Marzano è tornato però a precisare che l?esecutivo sta facendo di tutto e che l?accordo con la grande e media distribuzione «rappresenta una svolta a livello nazionale e sta avendo seguiti anche a livello locale». Ma i consumatori puntano l?indice sulle «troppe risposte contraddittorie»: così, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori chiedono che la presidenza del Consiglio funga da coordinatore di un tavolo che veda coinvolti tutti i soggetti interessati, cioè parti sociali, consumatori, grande e piccola distribuzione.
E le richieste ci sono già, ben chiare: «Tagli sui prezzi al consumo e sui servizi a partire da quelli assicurativi e bancari, oltre a un impegno per la revisione del sistema di tassazione della benzina e alla restituzione del fiscal drag. Nonchè un blocco delle tariffe per evitare l?effetto moltiplicatore sui prezzi». Anche le imprese – nel documento presentato in vista del confronto sulla Finanziaria 2005 – chiedono «una forte azione di contrasto dell?inflazione, anche attraverso un?opera di sensibilizzazione delle imprese associate».
Infine, il comparto bancario, anch?esso al centro del mirino. Secondo l?Adusbef, il «protezionismo» di Bankitalia e l?«assoluta mancanza di concorrenza» tra le banche fanno lievitare le spese al punto che in Italia mantenere un conto corrente costa in media 500 euro. Così, secondo l?associazione, il congelamento dei costi dei servizi bancari auspicato dal ministro dell?Economia Domenico Siniscalco «diventerà l?ennesima promessa da marinaio». «Gli istituti di credito italiano formano un trust che addossa ai consumatori l?inefficienza del sistema bancario», critica il presidente dell?Adusbef Elio Lannutti.
Immediata la replica dell?Abi che ha ricordato l?iniziativa «PattiChiari», dalla quale risulta invece che il costo medio annuo dei conti correnti per il profilo di utilizzo delle «famiglie con esigenze di base» (ipotizzato a 85 operazioni l?anno) è di 118,5 euro, più imposta di bollo di 25,56 euro.

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