22 Settembre 2004

Grande Fratello, scoop o bluff

Grande Fratello, scoop o bluff


Insorgono Moige, Codacons, Marziale e Bonatesta





Roma. Nella casa del Grande Fratello, che inizia giovedì su Canale 5, potrebbe entrare quest?anno una coppia sposata e il figlio quattordicenne potrebbe andare a trascorrervi con loro i fine settimana. È stata sufficiente l?ipotesi ripresa da alcune agenzie stampa e da un quotidiano nazionale a far insorgere l?Osservatorio sui diritti dei minori ed il Moige. «Il reality show non è nemmeno cominciato e già gli stessi organizzatori ipotizzano una violazione» della legge su tv e minori, «figuriamoci cosa accadrà poi» dice Elisabetta Scala, responsabile dell?Osservatorio Tv del Moige – Movimento Italiano Genitori- e conclude: «Come genitori, non solo ci batteremo perchè l? eventuale partecipazione del quattordicenne sia sanzionata come da Codice, ma fin da ora ci appelliamo alla sensibilità degli inserzionisti certi che non vorranno spendere il loro budget in un programma lesivo della dignità dei minori e irrispettoso dei loro diritti».
Antonio Marziale, presidente dell?Osservatorio sui diritti dei minori, ricorda che Grande Fratello è stato « il primo reality sanzionato per effetto del Codice di autoregolamentazione tv e minori» e che «l?eventuale partecipazione, sia pur marginale, di un minorenne alla produzione costituirebbe un attacco al testo recepito dalla legge Gasparri per il riordino del sistema radio-tv e finirebbe per determinare l?applicazione della sanzione prevista per i casi recidivi che contempla la sospenzione o la revoca della licenza o autorizzazione».
«Ho inviato stamani- ieri, ndr- copia del codice Tv e minori al direttore di Canale5 Modina perchè provveda a notificarlo ai singoli partecipanti» conclude Marziale.
«Ci risiamo – dice Bonatesta della commissione di Vigilanza sulla Rai,-: prima del Gf 3 la trovata del fantomatico concorrente gay, prima del Gf 4 la sublime invenzione dell?inquilino prete, entrambi ovviamente mai entrati nella casa, ed ora la formidabile idea della partecipazione part-time del minorenne. Naturalmente virtuale. Di fronte al rischio che il telespettatore italiano si sia finalmente stufato del “Grande Fratello“, l?ufficio stampa del programma non sa più cosa escogitare per fare il proprio mestiere, cioè per provvedere al lancio pubblicitario della trasmissione, creando ad arte casi inesistenti in grado, però, di destare scalpore, di far parlare sui media del programma e di catturare l?interesse e la curiosità del pubblico».
«Si tratta di una trappola nella quale non devono cadere i mass media e le associazioni dei genitori – commenta il Presidente Codacons Carlo Rienzi – È evidente che nell?impossibilità di imitare le oscenità dei reality americani e inglesi, le produzioni italiane cerchino di introdurre elementi di novità per avvicinare un pubblico che altrimenti scapperebbe, perchè oramai annoiato, da questo tipo di programma. E per attirare l?attenzione – prosegue Rienzi – si annunciano possibili presenze che senza dubbio faranno parlare i mass media e scateneranno utili polemiche, come fu gli anni passati per il concorrente prete, quello gay, quello transessuale, ecc., In realtà mai inseriti nella rosa dei concorrenti». In ogni caso il Codacons è pronto a rivolgersi alla Procura della Repubblica di Roma.»

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