Ci vuole una terapia d?urto per far ripartire i consumi
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fonte:
- Gazzetta di Mantova
Prezzi, sotto accusa anche le banche
I consumatori: tutto è più caro, dal conto corrente al deposito titoli
Per rilanciare i consumi, ora si chiedono i bonus fiscali
MILANO. Il ministro Marzano difende il suo accordo sui prezzi con la grande distribuzione, ma le polemiche non finiscono. Le associazioni dei consumatori, adesso, chiedono che ad abbassare i prezzi siano le banche. Altre associazioni tornano alla carica e dicono al governo che ci vorrebbe un «bonus» per le famiglie a basso reddito. E poi ci sono gli autotrasportatori: siamo i più colpiti dai rincari ma il governo non ci ha chiamati per discutere di eventuali accordi. «Ci vuole una terapia d?urto per far ripartire i consumi. Adesso gli slogan non convincono più», dicono all?Intesaconsumatori. «Oltre ai consigli per gli acquisti ci devono fornire i soldi per gli acquisti, quindi il governo deve varare il recupero del fiscal drag». «Il governo – continuano i consumatori – deve dare un bonus fiscale di 1500 euro a chi ha un reddito fino a 15mila euro e un bonus di 1000 euro per i redditi fino a 20mila». Su questo il governo non risponde, di bonus fiscali si parlò in passato, senza fare nulla. Intesaconsumatori, comunque, ragiona sui grandi numeri: dal 1º gennaio 2002, dice, ben 52 miliardi di euro sono stati trasferiti «dalle tasche delle famiglie alle tasche» di chi ha «la facoltà di determinare i prezzi». Adesso, comunque, nel mirino sono entrate le banche, «colpevoli» di aver aumentato i prezzi di tenuta dei conti correnti, dei depositi per chi possiede titoli e, più in generale, di tutte le più comuni operazioni bancarie. L?Adusbef dice che la tenuta di un normalissimo conto corrente costa 520 euro all?anno. «A pesare sui bilanci delle famiglie – dicono – sono soprattutto le operazioni base, i servizi bancari obbligatori. In un mese, per circa 11 operazioni (prelievi al bancomat o normali versamenti) si pagano in media 43 euro. Questi prezzi, decisi dalle banche, sono aumentati del 15,8% in un anno e del 38% dal 2000». Un invito a coinvolgere le banche per fermare il caro-vita è lanciato al ministro dell?Economia, Siniscalco (ma per ora le banche tacciono). «Alle buone intenzioni devono seguire azioni concrete perchè le banche hanno già annunciato altri aumenti da ottobre», dice l?Adiconsum. Per tornare alla borsa delle spesa, altre critiche vengono rivolte al governo perchè l?accordo sui prezzi è giudicato «tardivo». «Alcuni generi alimentari e alcune bevande sono aumentate dal 40 al 100%. Ci sono state speculazioni incredibili». E protestano anche gli autotrasportatori. «Hanno deciso di bloccare i prezzi al consumi senza interpellarci – dicono alla Federtrasportatori – e questo è un fatto grave perchè significa ignorare del tutto uno dei fattori che più incide sul prezzo, il costo dei trasporti che ha avuto un vertiginoso aumento a causa del caro-gasolio». «Il governo e le imprese della grande distribuzione – dicono ancora gli autotrasportatori – pensano che i maggiori costi saranno sopportati soltanto da noi»? Il ministro Marzano taglia corto: «Un giudizio me lo aspetto dai cittadini e mi sembra difficile che non siano d?accordo su un provvedimento che evita il rialzo dei prezzi». Il ministro non teme le critiche, pur arrivate da settori della maggioranza. «Io attendo il giudizio dei consumatori».
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