Il governo alle banche: contenere le tariffe
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Ma i consumatori: intervento tardivo. «In 4 anni aumenti del 30%. Il costo di un conto arriva fino a 520 euro all`anno»
ROMA. Meglio tardi che mai. L`invito al contenimento dei prezzi rivolto dal ministro dell`Economia, Domenico Siniscalco, alle banche piace alle associazioni dei consumatori. Anche se un eventuale intervento su prezzi e tariffe bancarie viene giudicato «tardivo» rispetto agli aumenti registrati fino ad oggi dai costi del conto corrente bancario.
Secondo Cittadinanzattiva, in quattro anni il caro-sportello si è infatti fatto sentire con incrementi di quasi il 30%, mentre in base ai calcoli dell`Adusbef sui bilanci familiari il peso di un conto in banca arriva fino a 520 euro all`anno, praticamente un milione di vecchie lire che se ne va, spiega l`associazione, tra prelievi bancomat, assegni, invii di estratti conti e altre «semplici operazioni».
«La proposta di un blocco dei prezzi nel settore bancario – osserva Cittadinanzattiva – arriva con almeno due anni di ritardo: da gennaio 2001 ad agosto 2004, le spese per la custodia e la negoziazione dei titoli, per la tenuta di conto corrente e carte di credito sono aumentate di circa il 30%». Ben venga quindi l`invito di Siniscalco, afferma l`associazione, «purché alle buone intenzioni seguano azioni concrete». E a giudicare tardivo l`interesse del governo è anche l`Adiconsum, soprattutto «considerando gli aumenti che ci sono già stati e i prossimi annunciati a partire dal primo ottobre».
A confermare le intenzioni di coinvolgere gli istituti bancari nell`offensiva contro il carovita è il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano, che dopo le critiche sollevate dai consumatori difende l`accordo già raggiunto con la grande distribuzione e ribadisce l`impegno e il lavoro del governo per il contenimento dei prezzi. «I giudizi sul provvedimento li aspetto dai cittadini e mi pare difficile che non siano d`accordo su un`intesa che evita il rialzo dei prezzi. – afferma Marzano – il ministro Siniscalco sta lavorando a una iniziativa simile con le banche».
Da parte loro le associazioni dell`Intesaconsumatori tornano all`attacco bocciando lo stop degli aumenti concordato con la grande distribuzione come l`ennesimo «spot» del governo e per di più «malriuscito». «I gravi e durevoli problemi del carovita non possono essere affrontati né con superficialità né con l`arroganza di chi ritiene valide solamente soluzioni contingenti», afferma l`Adoc. Per far ripartire i consumi, sottolineano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, non servono slogan e «consigli per gli acquisti», ma «soldi per gli acquisti». L`Intesa chiede quindi di inserire in Finanziaria un bonus compreso tra i 1.000 e 1.500 euro da destinare alle famiglie a più basso reddito.
Contro l`accordo si schiera intanto anche il settore dell`autotrasporto che giudica grave il fatto di non essere stato coinvolto nell`intesa nonostante il contributo dato alla formazione dei prezzi e alla disponibilità dei prodotti. Un`assenza notata anche dal sottosegretario alle Infrastrutture, Paolo Uggè, secondo cui il contributo del settore è essenziale «per efficienza e competitività».
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