Sono tremila i prodotti in lista Marzano
Milano . Sono circa 3.000 i prodotti i cui prezzi resteranno bloccati fino al 31 dicembre. È il risultato dell?accordo stipulato dal ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, con i rappresentanti della grande distribuzione. Ma l?annuncio non è servito a placare le polemiche di chi ritiene la misura tardiva e inadeguata. In ogni caso, fanno parte dell?accordo « prezzi ferm i» i prodotti con il marchio privato, ossia con il marchio della catena commerciale, e quelli cosiddetti di « primo prezz o» , cioè i meno costosi: una misura pensata per proteggere cittadini e famiglie economicamente più deboli. Si tratta dei prodotti presenti negli oltre 15.000 punti vendita delle imprese della media e grande distribuzione aderenti alle organizzazioni che hanno firmato l?accordo: Ancc, Ancd, Faid, Federdistribuzione e Federcom, che hanno dato via libera già giovedì, e Centromarca, che ha aderito ieri. Secondo il ministro Marzano, l?accordo «determina in concreto una riduzione media dei prezzi nella seconda parte dell?anno». Molte categorie ne sono rimaste fuori, tanto da provocare la reazione stizzita del presidente di Confesercenti, Marco Venturi, che ha parlato di «esclusione ingiustificata». Marzano, dopo aver detto che «il governo si preoccupa della tutela del potere di acquisto delle classi con redditi medio bassi», ha auspicato che «ci sia l?adesione anche della piccola distribuzione ed un effetto imitativo».
Tra i firmatari dell?accordo c?è soddisfazione: per il presidente della Federconsumo-Confcooperative, Pierluigi Angeli, «è un ulteriore buon passo nella giusta direzione che si aggiunge ad altre positive iniziative che il sistema cooperativo ha già attuato in diverse realtà territoriali». Ma i consumatori la pensano diversamente: «Accordo positivo ma limitato, perchè ratifica ciò che è già in atto» sottolinea Paolo Landi, segretario nazionale dell?Adiconsum, che ha chiesto al governo «una terapia d?urto» su prezzi e tariffe e l?allungamento della scadenza dell?accordo a tutto il primo semestre 2005. Lapidario il giudizio dell?Adoc, che insieme ad Adusbef, Codacons e Federconsumatori, aderisce all?Intesa dei consumatori: «Per contenere l?inflazione e aumentare il potere d?acquisto, bisogna abbandonare soluzioni tampone, programmare interventi strutturali e coinvolgere tutti i soggetti implicati nei vari settori del commercio: soluzioni che il governo dal 2001 a oggi non è riuscito ad attuare».
Secondo la Coldiretti «il positivo accordo per il contenimento dei prezzi va accompagnato da un contestuale impegno per garantire un?adeguata presenza di prodotti alimentari made in Italy sugli scaffali dei supermercati». Per Confagricoltura invece si tratta «solo di un piccolo passo sia per la limitatezza dei prodotti oggetto dell?accordo sia per l?arco di tempo ridotto». Accordo bocciato anche da Cgil, Cisl e Uil delle categorie del commercio: «È un provvedimento che va nella direzione del peggioramento delle condizioni di lavoro». Il riferimento è al fatto che il governo si è impegnato a inserire nella finanziaria misure che garantiscano più flessibilità su vendite promozionali e d orari di apertura degli esercizi.
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