Sindacati e consumatori uniti: intesa da bocciare
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fonte:
- Il Messaggero
Cgil, Cisl e Uil: peggiora la vita dei dipendenti del settore. Per le associazioni è una «truffa»
ROMA – Bocciato. Alle associazioni dei consumatori l?accordo firmato dal governo con le aziende della grande distribuzione proprio non piace e tutte, sia pure con sfumature diverse e talvolta anche in modo un po? confuso, lo stroncano senza rimedio. E così pure fanno i sindacati del commercio di Cgil, Cisl e Uil che preannunciano azioni di lotta poiché ritengono che l?intesa governo-aziende vada «nella direzione del peggioramento delle condizioni di lavoro». In particolare, i sindacati temono che «l?ulteriore estensione degli orari commerciali» peggiori le condizioni di vita dei dipendenti e non abbia effetti positivi sulla dinamica dei prezzi, tenuto conto che l?accodo riguarda «solo il 14% del volume d?afffari della grande distribuzione, cioè solo il 10% scarso dei consumi alimentari italiani».
Secondo Altroconsumo, i cosiddetti «primi prezzi» hanno già registrato negli ultimi mesi una tendenza alla diminuzione, con un calo dall`ottobre 2002 ad oggi del 4,1%. Inoltre, sempre secondo Altroconsumo, oltre il 77% dei prodotti in esame registra una flessione di prezzo fino al 20%. Per l`associazione l`accordo cancella quindi «in un colpo solo le reali possibilità di flessione dei prezzi su questo tipo di prodotti. Oltre al danno la beffa: alla fine del periodo di blocco, tra pochi mesi, la grande distribuzione avrà un formale lasciapassare per aumentarli». Altroconsumo rinnova quindi la sua lista di priorità per fronteggiare il carovita a partire da una «deregulation del commercio (con saldi e orari di apertura liberi)».
Ancora più critica l?Intesa consumatori: l?accordo è «del tutto insoddisfacente», di positivo c?è solo che il governo «si sia finalmente accorto del problema» dei prezzi.Per il restono, dicono Adoc, Adusbef,Codacons e Federconsumatori, l?esecutivo non riesce neanche a coordinare gli interventi dei ministeri:mentre Siniscalco cerca di ridurre i prezzi del 2% con l?esperimento di Torino, Marzano vanifica i tentativi di riduzione». L?intesa rilancia perciò la sua richiesta di una riduzione dei prezzi dal 10 al 20 per cento.
Infine, la Lega consumatori definisce l?accordo con i supermercati «illusorio e non risponde alla verità». Infatti il blocco «non riguarda l?intero complesso dei beni ma soltanto i prodotti di marca commerciale posti in essere per scopi di fidelizzazione del cliente». La Lega non crede nella liberalizzazione degli orari che «è un falso rimedio». Propone invece «la sponsorizzazione dei consumatori e dei commercianti , può essere una risposta valida».
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