17 Settembre 2004

Supermercati, intesa sui prezzi

Supermercati, intesa sui prezzi

Promesse misure più flessibili su orari e saldi. Ieri lo sciopero della spesa




Sarà un Natale col carrello della spesa pieno e con qualche euro ancora in tasca quello di quest?anno. Supermercati e ipermercati hanno infatti deciso di bloccare i prezzi dei propri prodotti fino al 31 dicembre, venendo così incontro all?offensiva anti-carovita annunciata a più riprese dal Governo. A portare a casa il risultato è il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, che nel corso dell?estate, seguendo l?esempio francese, ha a lungo lavorato in questa direzione e che adesso può cantare vittoria. Anche se i principali beneficiari dell?operazione, vale a dire i consumatori, esprimono forte scetticismo. L?intesa, che è stata raggiunta ieri nel pomeriggio nella sede del ministero dove erano presenti Faid, Federcom, Ancd-Conad e Ancc-Coop (in tutto 15mila punti vendita sparsi su tutto il territorio nazionale) e che attende solo la firma ufficiale, dovrebbe essere annunciata nei dettagli oggi dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Le grandi linee, tuttavia, sono filtrate: l?operazione riguarderà soprattutto i prodotti a marchio proprio, vale a dire quelli che riproducono l?insegna del supermercato nel quale sono venduti. Ma anche i cosiddetti «primi prezzi», cioè prodotti destinati alle categorie sociali più disagiate come i pensionati, e che possono essere anche di marchi noti. La mano tesa dai supermercati al Governo, precisa la Faid, per il momento non avrà contropartite. Ma le indiscrezioni parlano di alcune misure, che del resto la stessa Faid aveva sollecitato in estate, che potrebbero essere contenute nella prossima Finanziaria, come una maggiore flessibilità sulle vendite promozionali e sugli orari di apertura dei negozi. Il filone principale dell?offensiva del ministero sul fronte del caro-prezzi può dirsi dunque concluso. Il via era stato dato in estate, dopo che in Francia il ministro dell?Economia Nicolas Sarkozy era riuscito a convincere la distribuzione a tagliare i prezzi del 3% entro il 2005. I consumatori potranno quindi contare su prezzi fermi, ma le associazioni che li rappresentano non sotterrano l?ascia di guerra: «È una provocazione per le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese», afferma Elio Lannutti (Adusbef-Intesaconsumatori). Per rendere «credibile e accettabile un accordo del genere – aggiunge – i prezzi andrebbero abbassati almeno del 10-15%». Intanto ieri si è tenuto lo sciopero della spesa e come in ogni sciopero, anche per questo è guerra di cifre. Nella giornata di stop proclamata dall?Intesa dei consumatori lo shopping è diminuito di quasi la metà, secondo le stesse associazioni, e tre italiani su quattro hanno rinunciato almeno ad un acquisto per far sentire la loro voce contro il carovita. Ma in bar e supermercati anche della nostra provincia non si è respirata un?aria tanto diversa da quella di un giorno normale, con caffè e alimentari venduti come sempre. Insomma, la maggior parte dei cittadini si è dimostrata favorevole all?iniziativa, ma non disposta fino in fondo a rinunciare alla spesa di tutti i giorni.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this