La prima reazione è stato lo stupore
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fonte:
- Il Gazzettino
Venezia.
La prima reazione è stato lo stupore, ma presto si è trasformato in rabbia ed esasperazione. Al ritorno di una giornata di lavoro almeno un centinaio di pendolari non sono riusciti a scendere dal treno alla stazione di San Donà di Piave e hanno dovuto proseguire fino a quella di Ceggia perchè il comando elettrico di apertura delle porte del convoglio non ha funzionato.
È successo mercoledì sul treno regionale 5911 partito dalla stazione di Venezia Santa Lucia alle 18.25 con arrivo previsto a Portogruaro alle 19.31. Durante la breve sosta alla stazione di San Donà a nulla sono valse le ricerche lungo il convoglio del personale di bordo per segnalare la mancata apertura delle porte nè chi era sulla banchina in attesa di salire è riuscito ad avvertire in tempo utile qualcuno. Fatto sta che il treno è tranquillamente ripartito e i viaggiatori hanno potuto scendere solo alla successiva stazione di Ceggia da dove una parte è tornata a San Donà con un treno che transitava in direzione opposta.
Una volta giunti finalmente a destinazione, i pendolari hanno chiesto l`intervento dei carabinieri del Nucleo radiomobile di San Donà i quali hanno accertato lo svolgimento dei fatti con il personale in servizio alla stazione. E una trentina di viaggiatori ieri si è rivolta al Codacons veneto il cui presidente, avvocato Franco Conte, ha immediatamente informato dell`accaduto l`assessore regionale ai trasporti Renato Chisso per chiedere un intervento dell`amministrazione al fine di assicurare il risarcimento dei danni provocati dal disguido. «Da tempo gli utenti di Trenitalia devono convivere con i ritardi e le soppressioni di corsa senza preavviso e da ieri anche con il sequestro di persona – commenta l`avv. Conte – Oltre a chiedere i risarcimento del danno emergente, vale a dire il valore economico del tempo perduto e ogni altro costo sostenuto a causa dell`accaduto, siamo in presenza di una grave lesione all`immagine stessa dell`utente, trattato come merce e non come persona. Di qui la richiesta anche del danno biologico e morale in una misura forfettaria da definire».
«Il Codacons del Veneto – aggiunge il presidente – intende procedere anche a un esposto all`autorità giudiziaria per accertare se nel comportamento del personale delle ferrovie siano raffigurabili reati quali il sequestro di persona per chi è stato tenuto chiusi sul treno e forzatamente privato della scelta di scendere alla stazione desiderata. Per converso, chi voleva salire sul treno è stato vittima di un`interruzione di un servizio pubblico e, comunque, ha subito un`inadempienza contrattuale per imperizia».
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