17 Settembre 2004

Sciopero della spesa? Quasi un flop

Sciopero della spesa? Quasi un flop

Molto perplesse soprattutto le vicentine perchè «gli acquisti dopo li si devono comunque fare»



Sciopero della spesa? A giudicare dalla presenza numerosa di vicentini tra le bancarelle del consueto appuntamento del giovedì in centro storico si direbbe che l`astinenza dagli acquisti sia stata completamente disertata. Ci si vuole forse beffare dei rincari? Si sta tentando di prendere in giro il “signor euro“ ritenuto uno dei principali indiziati dei rincari operati dai commercianti? Un giro al mercato e qualche battuta scambiata con le massaie beriche sono state sufficienti per capire che la gente non è affatto convinta che una manifestazione di questo tipo possa produrre effetti concreti. In coro, infatti, sono state concordi nell`affermare che chi non acquista un giorno certamente non potrà astenersi dal farlo il giorno seguente.
«Lo sciopero dei consumi non è alla sua prima edizione – spiega Luca Ronchetti, responsabile vicentino del Codacons – ed è nato per manifestare irruentemente contro il caro petrolio, ma anche contro tutti gli altri aumenti che, in modo generalizzato, hanno colpito gran parte dei settori del commercio. A dimostrazione di questo entrano in gioco le statistiche della nostra Associazione, dalle quali emerge che negli ultimi dodici mesi il paniere medio degli italiani è lievitato del 6,2 per cento, gravando per un importo di ben 1.612,00 euro sul budget di ciascuna famiglia». «Dai sentori che ho avuto – prosegue Ronchetti – l`adesione dei vicentini non è stata elevata, ma intorno al 39 per cento circa, mentre dai dati forniti dalla sede nazionale risulta leggermente più alto il numero di partecipanti del centro Italia (45 per cento) e del sud (54 per cento)». Non molto diverso il punto di vista della Federconsumatori. Luigi Guiotto, responsabile provinciale dell`Associazione di consumatori della Cgil, è entusiasta del fatto che al mercato del giovedì mattina molta gente abbia chiesto informazioni ed apprezzato la divulgazione dei manifesti dell`iniziativa. «È difficile, però – precisa Guiotto – misurare l`adesione. Nei due maggiori centri commerciali l`affluenza sembra inferiore rispetto al solito, ma il giovedì non è certo un giorno adatto a tastare il polso dei consumi. Forse si doveva scegliere il sabato». Se l`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), con lo slogan: “Prezzi alti? No cumprà!“ si è ribellata ai rincari con lo sciopero della spesa, non da meno hanno fatto le altre Associazioni vicentine (Adiconsum, Lega consumatori Acli, Movimento difesa del cittadino ed Unione nazionale consumatori), che hanno proposto il boicottaggio di distributori di benzina, ristoranti e professionisti che hanno attuato aumenti speculativi.«Un dato fra tutti – ha concluso Maurizio Marini della Lega Consumatori Acli – può essere utile a farci capire ciò che ci aspetta per l`autunno. Se lo Stato non ha messo le mani nelle tasche degli italiani è bene che le tolga dai loro serbatoi». Il 17 agosto il petrolio era a 52 dollari al barile, mentre l`altro giorno a 45, ma i carburanti nelle ultime settimane sono aumentati, soprattutto il gasolio. Un affare di Stato di 10.000miliardi di vecchie lire.



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