17 Settembre 2004

Una petizione contro la Napitia

Pizzo. I cittadini chiedono un rimborso

Una petizione contro la Napitia.
Inviata al prefetto Tafaro




PIZZO – Nell`immediatezza della delibera di giunta comunale, con cui si è riconosciuta l`illegittimità dell`applicazione di un`esorbitante soprattassa da parte della società mista “Napitia“ sulla notifica delle bollette dell`acqua, è stata pure evidenziata l`inopportunità e l`insussistenza di presupposti legali circa l`applicazione di un balzello di 3.36 euro per la relativa raccomandata. Nell`occasione, sollecitati da diversi cittadini, ci siamo premurati di coinvolgere il sindaco Franco Falcone e la sua giunta per disporre, attraverso la “Napitia“, la restituzione del «maltolto» e di provvedere affinché le future notifiche siano fatte con lettera semplice. Questo anche perché ci sono già state sentenze di giudici di pace, in altre città, che hanno sentenziato dando ragione ai cittadini. Processi che ovviamente hanno caricato di ulteriori spese i Comuni, e quello di Pizzo, tenuto conto della sua conclamata situazione finanziaria assai critica, non può certamente permettersi il lusso di affrontare altri e consistenti esborsi finanziari.
Ebbene, non essendoci stato, finora, alcun intervento pubblico da parte del sindaco né dei suoi assessori, almeno cento cittadini hanno sottoscritto una petizione avverso la notifica tramite raccomandata, con addebito di euro 3.36, per il pagamento delle entrate comunali. Petizione che riportiamo e che è stata inviata, oltre che al sindaco Falcone, anche alla “Napitia“, al prefetto di Vibo Valentia, ad “Intesa“ dei consumatori presso Codacons di Roma: «I sottoscritti sritenendo che la notifica del pagamento delle entrate del Comune di Pizzo, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, con addebito di euro 3.36, sia ingiusto, chiedono che i prossimi avvisi di pagamento dei contributi siano effettuati esclusivamente tramite posta ordinaria, come avviene nelle principali città d`Italia (ad esempio Roma e Genova). Qualora la società di riscossione intendesse continuare ad usare come mezzo di notifica la raccomandata con ricevuta di ritorno è necessario che si accolli per intero le spese per il servizio, non facendo così gravare sui singoli contribuenti i suoi costi di gestione».
I sottoscrittori hanno il diritto di adire il giudice di pace, singolarmente o collettivamente, per la restituzione della quota pagato.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this