Spesa, «sciopero» senza effetti
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- Brescia Oggi
Filippini: «Però la gente è stata sensibilizzata. E ora passi concreti»
Ipermercati, tabaccai, distributori… Nessuno se n?è accorto. O quasi. Lo «Sciopero della spesa» proclamato dalle quattro associazioni di Intesaconsumatori non ha sortito a Brescia risultati concreti. Nessuno ha rinunciato agli acquisti. Ma le associazioni dicono che il vero obiettivo non era boicottare la spesa per un giorno bensì sensibilizzare alle questioni del carovita. E su questo fronte «è andata benissimo». In ogni caso, «i risultati concreti si vedranno a consuntivo nei prossimi giorni», dice Diego Volpe Pasini, responsabile del Codacons nostrano che ha indetto lo sciopero insieme a Adusbef, Federconsumatori e Adoc. Per Pasini è importante che l?informazione ci sia stata, e soprattutto «abbiamo riscontrato un vasto interesse – aggiunge -. Il numero di chi ha condiviso la nostra protesta è enorme, a riprova che la situazione è critica e l?attenzione dei consumatori altissima».
Volpe Pasini non azzarda cifre, tuttavia secondo un primo dato empirico «l?influenza maggiore dello sciopero si è avuta sui supermercati delle grandi catene». E siccome «anche nei discount non c?è più la convenienza straordinaria di una volta, ne hanno risentito anche loro».
La valutazione della controparte, però, è molto diversa. «Non abbiamo registrato nessuna particolare flessione nè a Brescia nè in alcuno dei 38 ipermercati che abbiamo in Italia», dicono dall?ufficio relazioni esterne di Auchan. E in perfetta sintonia, «nessun calo, nei nostri supermercati i clienti sono venuti come tutti i giorni», confermano da Esselunga. Solo il responsabile della Coop di via Corsica valuta un calo di affluenze «molto molto limitato», anzi «poco rilevante» e, come dire, «non un particolare calo di affluenza».
Ma non è stato raccolto neanche l?invito ad evitare i distributori. Per l?Agip di via Dalmazia è stata un giornata «normale». Al distributore (stessa società) di via S. Rocchino neanche si sono accorti dello sciopero: «Vedremo alla chiusura della giornata ma non pensiamo di aver perso qualcosa». Pure alla Esso sulla tangenziale Sud, quella in fondo tra le uscite di S. Eufemia e Rezzato, a fine giornata possono dire che «non c?è stato nessun calo di vendite».
I consumatori, va da sè, si sono tenuti tutt?altro che lontani pure da sigarette e affini. «Non abbiamo assolutamente risentito dello sciopero – ripetono dalla Tabaccheria del tribunale di via Moretto -, anzi mi pare che le abbiano comprate a stecche, le sigarette». E Morena Dal Ben fa eco da via S. Faustino quando dice: «Non ho notato differenze, mi è sembrata una giornata come un?altra».
E però, tutto era messo in conto da Fausto Filippini, responsabile provinciale di Federconsumatori. «Non abbiamo ancora le cifre – precisa – ma è andata più che bene, abbiamo distribuito volantini, sentito commenti… iniziative come questa hanno un impatto emotivo di condivisione, poi non si concretizzano in comportamenti». Una giornata «simbolica», insomma. Tanto «lo sciopero della spesa è difficile, non si può pretendere che la gente digiuni, il giorno prima o quello dopo dovrà pur comprare il necessario e quindi non cambia niente».
A Filippini importa la «sintonia tra la proposta e il sentire della gente». E tuttavia pensa che alla protesta debbano pur seguire azioni più decise e concrete. Lui, per Brescia ne ha pronte tre. La prima è scegliere altri tre o quattro centri della provincia dove fare le rilevazioni dei prezzi Istat già in vigore nel capoluogo. Potrebbe nascerne un «interessante confronto di dati».
La seconda proposta è rivolta alla Provincia e punta alla creazione di un osservatorio «politico» per valutare gli aumenti dei prezzi e «incalzare le categorie perchè diano conto dei rincari». Infine, Filippini vorrebbe vedere realizzata l?idea della tracciabilità del prezzo, come accade con il Mercato equo e solidale «che dà conto di quello d?origine». Sarebbe uno strumento «utile per capire comportamenti speculativi».
Utopie? «Non sono obiettivi fuori portata, se a Brescia le associazioni saranno più unite e andremo meno in ordine sparso».
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