17 Settembre 2004

La rivolta dei consumatori




ANCONA – Lo sciopero della spesa? Uno ?straordinario successo? con un`adesione del 75% nelle Marche. E? il dato ufficiale diffuso dall`Intesa dei consumatori, che ha promosso l?iniziativa per protestare contro il carovita. Per l?occasione, in tutte le Marche si sono svolti presidi nelle piazze principali della quattro province. E? il quarto sciopero degli acquisti in due anni.

Ma i motivi sono sempre gli stessi: prezzi e tariffe alle stelle. Tanto. Troppo. Con il risultato che molte famiglie non riescono ad arrivare a fine mese, talora indebitandosi per acquistare i beni di prima necessità. E? un quadro preoccupante che ha spinto le associazioni dei consumatori a proclamare questa ennesima astensione dagli acquisti. Una forma di ribellione simbolica ma significativa di una situazione di fronte alla quale, insiste l?Intesa, bisogna prendere provvedimenti.

Con questo sciopero, infatti, i consumatori confermano gli obiettivi che da mesi vanno sottoscrivendo a destra e a manca. Col Governo, anzitutto. Che, a questo punto, è il messaggio dei ?ribelli?, non può più ignorare lo stato delle cose e deve ?mettere in campo le operazioni di controllo e di contrasto alle speculazioni nonché attivare i tavoli di confronto tra tutti i soggetti coinvolti per giungere ad accordi di rallentamento e di riduzione della dinamica dei prezzi, a partire da quello della benzina, e di rispetto dell?entità delle tariffe entro il tasso di inflazione programmata?. Ma non solo. I consumatori chiedono anche una verifica sul funzionamento dell`Istat e cioè della rispondenza del paniere ai consumi reali degli italiani, dei pesi di incidenza di vari prodotti per valutare la dinamica dell?inflazione.

A dare man forte alle vivaci proteste dell?Intesa dei consumatori, che raccoglie Federconsumatori, Adoc, Codacons e Adusbef, giunge la Coldiretti. Che, per bocca del presidente regionale, Giannalberto Luzi, manda a dire che: ?Lo sciopero della spesa è una giusta sollecitazione per una maggiore trasparenza?.

Il carovita, secondo la Coldiretti, è ?un fenomeno che colpisce i cittadini allontanandoli dall`acquisto di generi anche importanti per la salute come frutta e verdura e anche le imprese agricole ne stanno risentendo in maniera grave?.

Una proposta per contrastare i prezzi alle stelle? Luzi chiede l?istituzione di un ?osservatorio prezzi a livello regionale? e di ?un sistema di vendita diretta organizzando mercatini di campagna all?interno delle città?. Un sistema, spiega ancora, ?che in un paese come la Francia oggi rappresenta il 15% del mercato, con effetti positivi per le tasche e per le imprese?. Tutto questo, conclude il presidente regionale di Coldiretti, ?tenendo ben fermo il rispetto della legge sull`etichettatura, obbligatoria per tutti gli alimenti grazie alla legge del 3 agosto scorso, dopo la grande mobilitazione promossa dalla stessa Coldiretti?.

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