17 Settembre 2004

Intesa consumatori e Coldiretti: “la colpa dei rincari è del Governo“


Un bancone di frutta e verdura, bandiere delle associazioni dei consumatori e della Coldiretti a Piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati. Poco più in là, di fronte a Palazzo Chigi, un centinaio di medici di famiglia. Da una parte la protesta e le proposte contro il carovita, denunciando la vera inflazione, quella che l?Istat ignora. Dall?altra, medici che si battono per il rinnovo dell?accordo con il servizio sanitario nazionale scaduto da quattro anni. Nei luoghi della politica, ormai è uno scenario abituale: si viene in queste piazze a dimostrare insoddisfazione, preoccupazioni, a porre problemi, a dare segnali precisi di quanto sta avvenendo nel paese, a rivendicare il lavoro, la giustizia sociale. Ogni giorno i cittadini, le loro associazioni, i sindacati, i movimenti, portano ?un?altra Italia? al confronto con le istituzioni, con i parlamentari, con il governo. Il carovita e la salute ieri hanno tenuto banco. L?Intesa dei consumatori ha promosso lo sciopero della spesa portando alla ribalta uno dei problemi di fondo della vita nazionale.
I medici di famiglia, il primo anello della sanità, non hanno parlato solo del mancato rinnovo dell?accordo, il loro contratto di lavoro. Hanno posto la questione della devolution di cui i parlamentari stanno discutendo a quattro passi dal sit-in. ?La nostra preoccupazione ? ha detto Falconi, leader del sindacato- riguarda anche la devolution in atto nella sanità che non tiene conto degli interessi nazionali. Di fronte a prestazioni essenziali devono esserci uguali diritti per i cittadini. Siamo preoccupati per il sottofinanziamento che sta soffocando il servizio sanitario nazionale?. I medici pongono il problema di come ci si cura, ma ancor prima, Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori che con Adoc, Adusbef e Codacons costituisce l?Intesa, ?c?è il problema di come si vive?. ?E si vive male ? aggiunge il leader dell?Adusbef, Elio Lannutti – non ci siamo inventati noi il carovita. Che i prezzi siano raddoppiati non è frutto d?allucinazione collettiva?. Pochi dati lo dimostrano, uno in particolar modo e riguarda il credito al consumo, i soldi cioè che ci facciamo prestare per fare acquisti. Il credito è aumentato del 27%, siamo arrivati a 80 miliardi di euro. Prima il prestito serviva per acquistare auto, elettrodomestici, mobili. Oggi le aziende commerciali dei grandi circuiti fanno credito, con interessi che arrivano al 20%, per acquistare generi alimentari di prima necessità, a partire dal pane, per la spesa giornaliera. ?Siamo diventati – sottolinea Lannutti – un popolo di debitori mentre eravamo in testa nelle classifiche come risparmiatori?. E poi ancora numeri. Da quando è partito l?euro, la speculazione ha avuto campo libero. Non si sono controllati i prezzi e dalla tasche dei consumatori sono finiti in altre tasche 52 miliardi di euro, 100 miliardi di vecchie lire, il 4% del Pil, della nostra ricchezza nazionale. Lannutti non si ferma più. Passa alla questione della benzina. Il governo dell?Ulivo aveva fatto lo sconto di 50 lire, questo governo addirittura ha lucrato ben tre miliardi e mezzi di euro grazie agli aumento e ai conseguenti maggiori introiti fiscali. E poi le assicurazioni. Per non parlare delle banche. A noi cittadini il conto corrente costa ben 531 euro l?anno. Si delinea la piattaforma, si delineano le richieste dell?Intesa. Si riassumono in una ?svolta nella politica economica?: controllo prezzi, banche, assicurazioni, sistema del credito. Il governo-dicono i dirigenti delle organizzazioni dei consumatori – è ?inerte, parteggia per chi specula?: Lannutti parla delle tante leggi vergogna, leggi truffa, mentre bisognerebbe operare per ?modernizzare“ il paese.
Il governo non è riuscito neppure a far inserire i prezzi dei carburanti nella cartellonistica stradale?. Nasce così la protesta dei consumatori. ?Quello che mettiamo in campo-afferma Trefiletti – è l?insoddisfazione degli italiani che, al di là del coinvolgimento concreto sappiamo che sono dalla nostra parte, lo dimostrano le adesioni che abbiamo registrato, il modo in cui è stata accolto il nostro appello e non fare la spesa?. ? Non comprare oggi per poter finalmente ricominciare a comprare domani, no compra, per dirla in due parole ? ci riferisce Trefiletti mentre via telefonino arrivano dati da tutta Italia – ha avuto l?adesione del 75-80% di cittadini che non hanno acquistato questo o quel prodotto come avevamo indicato. Circa il 45-50% non ha proprio fatto la spesa. Per questo tipo di protesta che da poco tempo sta entrando nel tessuto sociale del nostro paese sono numeri di tutto rispetto?. Con l?Intesa dei consumatori la Coldiretti che ha allestito quello che si può chiamare il banco della trasparenza rendendo pubblico il prezzo locale che è pagato alle imprese agricole e la forbice fra produzione e consumo, facendo conoscere le norme sulla corretta etichettatura degli alimenti, informando sulla possibilità di acquistare direttamente nelle aziende agricole. Chiediamo, dicono i dirigenti della associazione, ?rapporti equilibrati tra imprese agricole, industria, distribuzione e consumatori con accordi e controlli che riguardino qualità, correttezza dell?etichetta e formazione dei prezzi?.
La mattinata scorre, passano tante persone, si soffermano, si informano. Vengono in piazza parlamentari e dirigenti dei partiti del centrosinistra, dirigenti della Cgil, dei sindacati di categoria a partire da quello dei pensionati. Violante, Pecoraro Scanio, Rutelli, Benvenuto, Agostini, Damiano, Ermete Realacci, Mario Lettieri, Bonelli, sono fra i primi ad ascoltare le richieste dell?Intesa dei consumatori e della Coldiretti. Gli uomini di governo, i parlamentari del centrodestra, non si fanno vedere. Proprio al governo è stata inviata la ?piattaforma? e le iniziative continueranno, a partire dalla Finanziaria che ?rappresenta un altro duro colpo per i cittadini?, dice Trefiletti. Le associazioni dei consumatori non si fermeranno: l?obiettivo è quello di sviluppare una ?cultura del consumo?, base per una diversa, migliore qualità della vita.

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