15 Settembre 2004

Carovita, dieci anni di prezzi sotto analisi

Carovita, dieci anni di prezzi sotto analisi

È l`iniziativa dell`assessorato al Commercio del Comune per individuare correttivi. Domani sciopero della spesa, pro e contro


È ancora sciopero della spesa. Le Associazioni di consumatori aderenti all`Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) sono sul piede di guerra e manifestano contro il carovita che danneggia i cittadini. Vicenza non è certo esclusa da questa bagarre e lo testimoniano i vari osservatori nati in città: da quelli istituiti nelle associazioni di consumatori a quello del Comune, che si è riunito proprio ieri pomeriggio in assessorato al Commercio, dove «si è deciso di realizzare – ha spiegato l`assessore Ernesto Gallo – una cronistoria dell`aumento dei prezzi degli ultimi dieci anni e di ragionare assieme ai consumatori ed alle associazioni di categoria, per comprendere serenamente cosa c`è alla base di questi aumenti. È tutta colpa dell`euro? A questa domanda potremo rispondere solo quando avremo raccolto i dati Istat dell`ultimo decennio e li avremo raffrontati con le recenti “Borse della spesa“. Abbiamo anche riflettuto sui risvolti che l`aumento del petrolio avrà, inevitabilmente, su tariffe ed utenze, ma rimandiamo ogni considerazione quando avremo in mano dei dati concreti su cui lavorare». Qualunque sia la fonte, comunque, non ci sono dubbi sul fatto che gli indici puntano sempre in un solo senso: al rialzo.
«Chiedendo di astenersi dal fare la spesa non si può incidere più di tanto sull`andamento dei prezzi – osserva Renato Lanaro, Adiconsum – perché chi non comprerà quel giorno lo farà il giorno successivo. Sarebbe opportuno, invece, che ci fosse una presa di posizione di Regioni, Province e Comuni con le Associazioni di categoria, per discutere sulla crisi dei consumi e per uscire da questo vortice divenuto incontrollabile».

«C`è stato un aumento eccezionale di alcuni prodotti che rientrano nel paniere tradizionale dei consumatori – rincara Luigi Guiotto, Federconsumatori – che si traduce in un aumento annuo medio di 1.612 euro per ogni famiglia. Un aumento del 6,2 percento annuo». A fronte di questo l`Intesa delle Associazioni di Consumatori ritiene sia indispensabile realizzare iniziative di politica economica: dalla realizzazione di un piano energetico basato sul risparmio e le fonti alternative alla modernizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, che si ipotizza di estendere alla grande distribuzione, passando per i saldi liberalizzati per tutto l`anno.

«Lo sciopero della spesa – sottolinea Andrea Luzi, Lega Consumatori Acli – non è certo indispensabile a ristabilire l`equilibrio di un mercato che è cresciuto a dismisura ed in cui prodotti che alla produzione non costano praticamente nulla vengono commercializzati a cifre astronomiche, adducendo le più svariate giustificazioni».Favorevole invece all`iniziativa è Angelo Bazzea, Unione Nazionale Consumatori «perché i consumatori devono lanciare un segnale forte alla prepotenza dei centri commerciali. Più vicentini acquistano informati consultando i cataloghi delle offerte, ma non pochi si fanno ancora attrarre dai prodotti civetta e cadono nella tela dell`acquisto di altrettanti prodotti dai prezzi decisamente meno allettanti. La grande distribuzione deve essere guardata con diffidenza e non bisogna pensare che appena si entra al supermercato tutto ciò che si mette nel carrello sia un`occasione per il portafoglio.



Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this