Anche gli sms per lo “sciopero della spesa“:
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fonte:
- Il Cittadino
«Non vogliamo bloccare gli acquisti per paralizzare il sistema del commercio, l?obiettivo è lanciare un segnale forte per manifestare il disagio vissuto da tutti i consumatori». Ed esiste un solo modo per far sentire la voce di chi compra, stufo dei continui rincari: smettere di comprare. Giovedì 16 sarà la giornata dello ?sciopero della spesa? in tutta Italia e anche nel Lodigiano, dove le sigle delle associazioni di consumatori appartenenti alla cosiddetta ?Intesa?, hanno aderito alla manifestazione: «Chiediamo a tutti per un giorno di fare un piccolo sacrificio e di fare acquisti in maniera mirata – spiega il segretario lodigiano dell?Adoc Massimiliano Castellone -: ad esempio non comprare almeno uno di quei prodotti considerati di bisogno primario che hanno subito impennate mostruose nei prezzi». La logica è chiara: non si cerca il blocco degli acquisti ma un segnale importante da dare al mercato; l?invito è a non comprare per un giorno beni primari (almeno uno) perché astenersi dall?acquisto di quelli voluttuari non serve a dare la misura di quanto incida ormai la corsa dei prezzi nella spesa di tutti i giorni. «Il pane, il latte, i beni di prima necessità hanno ormai raggiunto costi proibitivi: il pane ad esempio è passato in pochi anni da un costo di circa 5 mila lire al chilo alle attuali 7/9 mila lire al chilo ? sostiene Castellone -. E non è colpa della conversione in euro, anzi dietro questo paravento si sono nascosti in tanti, fino a far lievitare i prezzi in maniera incontrollata».Giovedì alcuni lodigiani riceveranno sul proprio telefono cellulare un messaggio sms che li inviterà a non fare acquisti: «Prezzi alti? No cumprà» reciterà l?appello delle associazioni di consumatori, che nella nostra provincia non hanno comunque previsto al momento iniziative a sostegno della protesta (aderiranno comunque al presidio organizzato a Milano in piazza dei Mercanti, dalle 10 alle 13). «Noi invitiamo la gente a rispettare per un giorno semplici regole di comportamento che potrebbero essere usate anche per il resto dell?anno ? dice Castellone -, e comunque di incidere sul mercato non facendo acquisti: siamo arrivati a un punto in cui non si può rinviare una decisione che fermi questa corsa dei prezzi. Non sono solo le associazioni dei consumatori a protestare, anche i produttori, gli stessi commercianti si lamentano per questi assurdi rincari. Servono interventi seri da parte delle autorità competenti che fermino l?inflazione».Fra quanti hanno aderito allo ?sciopero della spesa? figurano ad esempio anche i produttori iscritti alla Coldiretti, che non è alla sua prima uscita pubblica contro il caro-prezzi: «Noi abbiamo sempre partecipato a iniziative come questa ? spiega il direttore della Coldiretti di Milano e Lodi Roberto Maddè -: i produttori sono vittime dei rincari come e più dei consumatori. Abbiamo effettuato nelle scorse settimane una ricerca al mercato ortofrutticolo di Milano che ha dimostrato come molti prodotti siano diminuiti di prezzo all?origine e che quindi il rincaro avviene più avanti, lungo altri passaggi della filiera».
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