Inflazione, è guerra sui dati Istat
Domani lo sciopero dei consumatori. Benzina: in un anno balzo del 9,4%
MILANO. Per l?Istat l?inflazione in agosto è cresciuta soltanto del 2,3%. La diffusione del dato ha scatenato le polemiche delle varie associazioni di consumatori che, per protestare contro il caro-vita, hanno organizzato per domani lo ?sciopero della spesa?. Inflazione stabile. L?Istituto di statistica dice che i rincari dei trasporti sono stati parzialmente bilanciati dai prezzi dei generi alimentari, in calo rispetto all?agosto 2003. Risultato: l?inflazione è salita solo del 2,3%. Sono scesi i prezzi degli alimentari e delle bevande analcoliche (-0,2%) e, come succede da mesi, gli italiani spendono meno per le telefonate (la concorrenza nel settore porta a un livellamento dei prezzi). Forti aumenti si registrano, invece, per le bevande alcoliche e i tabacchi (+7%). Il capitolo trasporti, e c?era da aspettarselo, ha subito un?impennata (+3,8% rispetto al mese di agosto 2003) e c?è da sottolineare che, soltanto rispetto al luglio scorso, il trasporto aereo è salito del 13,6% e quello navale del +10,4%. Impennata, nei 12 mesi, anche per la benzina verde (+9,4%) e per il gasolio (+10,1%). Queste cifre hanno fatto sobbalzare l?Intesa dei consumatori che grida: «L?Istat ha dimenticato di togliere una virgola per misurare il carovita. Per i pensionati che guadagnano 516 euro al mese, l?inflazione ad agosto non è stata del 2,3% ma del 23 per cento». Contro l?Istat anche il Movimento difesa del cittadino: «I dati sono sempre più misteriosi e i metodi di analisi ancora più incomprensibili. Non si capisce come sia possibile che l?inflazione sia rimasta ferma ad agosto al 2,3 mentre i carburanti sono aumentati del 10%». Il caro-benzina. E? stata rinviata la riunione, al ministero delle attività produttive, per discutere sul prezzo dei carburanti. Le associazioni dei consumatori danno la colpa ai benzinai ma i gestori replicano: il rinvio è stato deciso dal ministero. Lo sciopero della spesa. Per la quarta volta le associazioni dei consumatori invitano gli italiani a boicottare negozi e supermercati. «Non andate a fare la spesa», dicono. E organizzano un presidio a Roma sotto la sede dell?Istat. Aderiscono allo sciopero i sindacati. «Lavoratori e pensionati – dice una nota della Cgil – da troppo tempo sono costretti a mediare tra bisogni primari da soddisfare e soldi che non bastano. Le responsabilità del governo sono innegabili. L?assenza di qualsiasi misura di contenimento dell?inflazione e di controllo di prezzi e tariffe ha comportato un peggioramento delle condizioni dei lavoratori». Dello stesso parere il segretario della Uil, Angeletti: «Lo sciopero dei consumatori è assolutamente necessario. I prezzi sono aumentati grazie a una gigantesca speculazione di quelle aziende che non hanno problemi di competizione sui mercati internazionali. In particolare nel Mezzogiorno la popolazione si è impoverita. In generale gli italiani consumano meno». Contraria allo sciopero la Confesercenti: «Basta con la demagogia e le azioni dimostrative. Boicottare gli acquisti vuol dire boicottare la ripresa economica e senza il rilancio dei consumi non è possibile invertire la tendenza. Cominci il governo a tagliare le tasse e gli enti locali abbassino le loro tariffe».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: alimentari, Benzina, benzinai, Inflazione, intesa, Istat, Prezzi, Sciopero, spesa, trasporti
