15 Settembre 2004

LO SCIOPERO DELLA SPESA

LO SCIOPERO DELLA SPESA


Volantini, passaparola ed un simpatico appello ai consumatori: «Non comprà». Ma la vera novità dello sciopero della spesa, è un sms che il Codacons, anche a Salerno, sta inviando agli utenti tramite i vari gestori telefonici. «Domani sciopero della spesa: passaparola»: poche parole che secondo Enrico Marchetti, presidente dell?associazione, dovrebbe bastare per far sì che questa quarta manifestazione di protesta vada meglio delle edizioni precedenti.
«Invitiamo tutti ad aderire – dice Marchetti – ed speriamo che anche commercianti, industriali ed agricoltori solidarizzino con noi. Solo così possiamo ottenere qualcosa».
Già oggi saranno distribuiti volantini che spiegano dettagliatamente come aderire allo sciopero della spesa che, a differenza delle precedenti edizioni, non punta a colpire segnatamente i commercianti: il vademecum consiglia infatti di boicottare bar e ristoranti, non usare i telefoni fissi e i cellulari se non per chiamate urgenti, non prendere taxi, usare mezzi pubblici o, meglio, la bicicletta; bere acqua di rubinetto, non inviare sms, limitare l?utilizzo di internet, non acquistare sigarette e non fumare, non andare dal parrucchiere, non effettuare operazioni in banca se non strettamente necessarie, non effettuare acquisti di generi di abbigliamento, non andare al cinema, al teatro o in discoteca, limitare l?uso di apparecchiature elettroniche, come stereo e televisori.
Un?austerity, insomma, totale. Tanto più che, ed è questa un?altra novità, lo sciopero interesserà anche gli automobilisti. Il vademecum consiglia infatti di non prendere l?automobile, di recarsi al lavoro con l?autobus, in bici o meglio a piedi, organizzarsi eventualmente con colleghi per limitare al massimo il numero di vetture in circolazione e, soprattutto, invitare amici e parenti a desistere dall?utilizzare veicoli a motore. Nelle intenzioni delle quattro associazioni dell?Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) i benzinai dovrebbero starsene per l?intera giornata senza far nulla.
«Con questo sciopero – commenta Ciro Ravveduto della Federconsumatori – speriamo di sensibilizzare anche le amministrazioni locali sul problema del caro vita, che ormai da anni affligge soprattutto le categorie più deboli. Salari e pensioni si assottigliano, il loro potere d?acquisto cala e per molti sbarcare il lunario diventa sempre più difficile». La rabbia salernitana, sottolinea la Federconsumatori, è forte: «Oltre ad essere un territorio a economia debole e illegale, con situazioni di reddito familiare tra le più basse del paese, qui a Salerno e provincia siamo anche in presenza di una bassa qualità dell?offerta di prodotti e servizi».
Stavolta lo sciopero non colpisce più di tanto i commercianti: i consumatori infatti puntano a fermare, per un giorno, soltanto gli acquisti voluttuari o comunque non necessari: difatti i salernitani, nonostante siano pressati da caro-vita e speculazioni, non hanno mai organizzato in maniera diversa i propri acquisti di generi alimentari e di prima necessità.

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