L?inflazione inchiodata al 2,3%
L?inflazione inchiodata al 2,3%
La flessione del settore alimentare compensa i rincari derivati dal petrolio
Milano . Inflazione stabile ad agosto al 2,3% annuo per merito del settore alimentare e nonostante il settore energetico. Rispetto a luglio, i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,2%. Il responso è dell?Istat e conferma sia i dati delle tredici città campione che quelli preliminari. Gli aumenti più consistenti sono attribuibili al settore ?trasportì: +1,1% mensile e +3,8% annuo. All?interno del comparto, spiccano i rincari della benzina verde e del gasolio: rispettivamente +1,1% mensile e +9,4% annuo, e +1,6% mensile e +10,1% annuo.
Prezzi «caldi» anche nel settore ?alberghi, ristoranti e pubblici esercizì: +0,7% mensile e +3,1% annuo. Sul fronte opposto, il comparto delle ?comunicazionì ha mostrato come sempre il miglior risultato: i prezzi sono scesi dello 0,7% rispetto a luglio e del 7,8% rispetto ad agosto 2003. In ribasso alimentari e bevande analcolich e : -0,2%. Guardando i dati dei singoli capoluoghi, le città con gli aumenti più elevati (occorre ricordare che l?inflazione non misura il livello dei prezzi, ma solo il loro incremento) sono state Torino (+3%), Napoli (+2,8%), Potenza (+2,7%) e Reggio Calabria (+2,5%).
Dal lato opposto della classifica, si trovano Ancona (+1,4%), Bologna e Perugia (+1,7%), Venezia e Firenze (+1,8%).
I commenti ai risultati diffusi dall?Istat sono stati i soliti: soddisfazione del governo e critiche delle associazioni dei consumatori. Secondo il viceministro delle Attività produttive, Adolfo Urso, il dato è «confortante».
Ma la partita contro il carovita non è affatto vinta: «Non si deve abbassare la guardia, ma anzi vanno accentuati gli sforzi, coinvolgendo enti locali, commercianti, associazioni di categoria, sindacati e consumatori».
Urso ha confermato l?obiettivo del governo di portare l?inflazione al 2% entro la fine del 2004. Esso appare peraltro irrangiungibile: se negli ultimi quattro mesi dell?anno i prezzi non salissero più, il dato annuo si attesterebbe al 2,1%.
Sarcastica la nota dell?Intesa dei consumatori, che raggruppa Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori: «Nell?Italia dei prezzi raddoppiati con il pretesto dell?euro dove sono stati trasferiti 52 miliardi di euro dalle tasche dei cittadini a quelle di coloro che determinano i prezzi, l?Istat continua a sfornare dati ridicoli sull?inflazione di agosto al 2,3%: si è dimenticato di togliere la virgola».
Intanto, l?Intesa ha preannunciato un presidio sotto la sede dell?Istat in occasione dello sciopero della spesa, fissato per domani. Uno sciopero aspramente criticato dalla Confesercenti: «Basta con la demagogia e con le azioni dimostrative ad effetto: la situazione economica del paese ha bisogno di interventi concreti e di un atteggiamento costruttivo da parte di tutti».
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