Caro prezzi, sciopero della spesa
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fonte:
- Brescia Oggi
Una bozza d?intesa per bloccare i rincari fino al 2005
Caro prezzi, sciopero della spesa. In un anno i costi della famiglia italiana sono aumentati di 1.600 euro
Roma. Un giovedì senza spesa e senza macchina. Per protestare contro gli aumenti e «un impoverimento generalizzato delle famiglie italiane» va in scena il prossimo 16 settembre il quarto sciopero della spesa che comprenderà anche l?abolizione per un giorno dell?uso dell?automobile. Un?iniziativa proclamata da Intesaconsumatori cui aderiranno anche associazioni agricole, come la Coldiretti, e la Cgil e che servirà a mettere a fuoco un aumento dell?inflazione che a giudizio dei consumatori viaggia a ritmi superiori al 6%, ben al di sopra di quanto calcolato dall?Istat. Secondo l?Intesa la spesa annua è cresciuta di 1.600 euro a famiglia a tutto vantaggio di commercianti e produttori. Il Governo appare comnque attento al problema e ieri a Torino il ministro dell?Economia Domenico Siniscalco ha dato vita alla bozza di intesa tra Governo, enti locali e associazioni dei commercianti per arrivare «a un accordo che dovrà garantire trasparenza, contenimento di prezzi e tariffe e la salvaguardia dei redditi». In sostanza nelle intenzioni dei firmatari si tratta di tenere fermi i prezzi fino al 2005 per dare poi vita a un progetto più ampio nel prossimo anno. «È un esperimento pilota – ha commentato il vice-premier Gianfranco Fini – che vogliamo però estendere a livello nazionale».
La sua efficacia è già contestata dalla Cgil secondo cui un analoga iniziativa nel 2003 ancora deve essere attuata. Anche per i consumatori tutto ciò rischia di non essere sufficiente «di fronte ad una situazione generale di impoverimento delle famiglie italiane che ha determinato il crollo dei consumi, una disastrosa stagione dei saldi e una rovinosa stagione turistica».
In questo quadro il Governo non può restare a guardare. La novità di questo sciopero è l?abbandono anche dell?auto che ha visto lievitare in maniera impressionante i costi di gestione puntando su bus e taxi. In questo contesto le associazioni dei consumatori sono tornati a chiedere la definizione di un piano energetico basato sul risparmio e sulle fonti alternative, la modernizzazione e la liberalizzazione della rete di vendita dei carburanti, nonchè l?abbattimento dell?accisa anche sui combustibili per diminuire i costi diretti e indiretti e per risparmiare sul riscaldamento.
Ma più in generale sarà necessario anche arrivare alla restituzione del fiscal drag ai contribuenti, la stipula di accordi con le associazioni del commercio per ottenere sconti sui prezzi e una liberalizzazione dei saldi per tutto l?anno. Sul fronte del credito, l?Intesa auspica l?abolizione della legge «Salva compagnie assicurative», che permetterebbe risparmi sulla Rc auto e la sigla di accordi con le banche per calmierare i costi di gestione dei conti correnti di famiglie e imprese.
Al loro fianco nello sciopero di giovedì i consumatori si troveranno oltre ai sindacati anche la Coldiretti che si è detta pronta a «raccogliere le sollecitazioni delle associazioni dei consumatori» e il 16 settembre organizzerà banchi informativi e consigli per gli acquisti in molte città.
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